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Comiso

La città teatro
E’ così che lo scrittore comisano Gesualdo Bufalino definì la sua città d’origine, dove visse e operò: non solo per la sua scenografia a tratti davvero spettacolare, ma anche per gli spazi, simili a palcoscenici, condivisi e vissuti dai suoi abitanti.
 
Chiesa dell'Annunziata - Comiso
 
In provincia di Ragusa, la città di Comiso risulta un po’ fuori dai percorsi turistici più scontati, anche se ricca di monumenti antichi e di un’atmosfera tipica del suolo di Sicilia. Nuova vitalità è stata data nel 2013 dalla riconversione del vecchio aeroporto militare in aeroporto civile, che dista dalla città non più di cinque chilometri.

Posta ai piedi dei Monti Iblei, Comiso racconta una storia antica, che risale al periodo Romano. Infatti nel corso degli scavi effettuati per la costruzione del Palazzo Municipale venne rinvenuto un complesso termale risalente al periodo degli Antonini, nel secondo secolo d.C., una vasta e lussuosa zona termale con vasche, calidarium, tepidarium, frigidarium.
 
Piazza fonte Diana - Comiso
 
Il Palazzo Municipale sorge in Piazza Fonte Diana, così chiamata per la presenza di una grande statua della dea posta al centro, in quanto la leggenda vuole che la dea si dissetasse e facesse il bagno proprio nella fontana (in tempi antichi infatti si chiamava Piazza della Fontana) che sgorgava nella Piazza.
 
Comiso è sempre stata ricca di acque pure e prodigiose, che avevano attirato nel luogo un gran numero di abitanti. Il Palazzo Municipale, finito nel 1887, è un esempio di stile Umbertino, sia pure mitigato da alcuni elementi classici come capitelli dorici e corinzi. I luoghi di culto risentono dello stile Barocco, come Santa Maria delle Stelle, o Chiesa madre, ricostruita dopo i danni subiti dal grave terremoto che colpì la città nel 1693.
 
Cattedrale di Santa Maria delle Stelle - Comiso
Formano invece quasi un unico complesso monumentale la Chiesa della SS Annunziata con quella del Gesù, dove si può ammirare uno splendido soffitto ligneo dipinto con scene della vita di san Filippo Neri. Da visitare anche il Santuario di San Francesco all’Immacolata, monumento nazionale con scenografico chiostro quattrocentesco.
 
Ma a Comiso si trova anche un singolare monumento, la pagoda della pace, in bianca pietra locale a forma appunto di cupola rotonda sormontata da un pinnacolo, voluta dal monaco giapponese Morishita.
Sotto la Signoria dei Naselli la città visse un periodo di prosperità e alla grande famiglia, che trasformò Comiso da baronia in contea, è intitolato appunto il Teatro Naselli, piccolo ma grazioso con i suoi pilastri e frontoni in pietra bianca locale e attivissimo con il suo repertorio di spettacoli di prosa, operetta e perfino lirica.
 
Ma il fiore all’occhiello di Comiso risulta essere il vasto Museo di Storia Naturale: istituito nel 1991, è ospitato in due edifici attigui, con la sezione dei cetacei -la più grande di tutto il Meridione- presso il Vecchio Mercato Ittico, mentre la sezione Paleontologa e Zoologica si trova al I piano dell’ex Scuola d’arte. Nel Museo si possono trovare delle vere rarità: non solo resti di elefanti, ippopotami, bisonti, cervi e lupi, ma anche insetti siciliani e tropicali, pesci rari ed abissali, e la curiosità del Pitone moluro, di ben cinque metri di lunghezza con il peso di 40 Kg.
 
Suggestive sono anche le feste durante l’anno: quella di Pasqua, detta ‘A Paci’, nel corso della quale viene rappresentato l’incontro di Maria Annunziata con Gesù risorto; la Festa della SS Maria Addolorata, la III domenica di maggio, con la raccolta di ‘doni’ per la cena gastronomica. E a settembre, nella frazione di Pedalino, si svolge la tradizionale Sagra della Vendemmia, una manifestazione enogastronomica, folcloristica e culturale che attira ogni anno migliaia di visitatori.

Il territorio circostante offre una varietà di culture, dagli olivi ai carrubi, dai mandorli a ogni tipo di alberi da frutto.
 
Il buccellato
La cucina comisana
Affonda le sue radici nelle antiche tradizioni e offre piatti singolari e tipici, come la caponata di melanzane, gli involtini di pesce spada, il cous cous dolce, i fagioli alla menta, per finire in dolcezza con la pasta di mandorle e il buccellato, una sorta di ciambella di pasta frolla a forma circolare ripiena di fichi secchi, uva passa, scorze d’arancia, da gustare sorseggiando il Vino Ambrato di Comiso, uno speciale vino bianco indicato per dessert.
 
Dove dormire a Comiso
 
Comiso è una città accogliente ed offre diverse possibilità di soggiorno in strutture dotate di ogni confort.

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Testo di Anna Glik
Foto: Sisterscom.com; Shutterstock
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