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Mostar

La città dove oriente e occidente s’incontrano
Costruita a cavallo del fiume Narenta, la capitale del cantone dell’Erzegovina è da tutti conosciuta grazie all’immagine del suo bel “Ponte Vecchio" (Stari Most) distrutto dai bombardamenti subiti durante la recente guerra jugoslava.  Il nome stesso di Mostar è legato a questo ponte, deriva, infatti, direttamente dal termine “mostari” ovvero “i custodi del ponte, proprio per la sua caratteristica di essere sviluppata sulle due rive del fiume in una posizione così strategica da permetterle di svilupparsi come città benestante a dispetto di un territorio, quello dell’Erzegovina, piuttosto povero e brullo. Il sito in cui sorge ha sempre rappresentato l’ideale luogo di congiunzione tra le due Europe, quella occidentale e quella orientale.  
 
Lo Stari Most è il cuore e il simbolo della città e venne costruito nel 1565 dall’architetto Hajrudin durante il governo di Solimano il Magnifico. L’Eredità della dominazione ottomana è sicuramente evidente in molta dell’architettura moresca che si trova in Mostar e dalla forte presenza di popolazione di fede musulmana, che prima del conflitto degli anni ‘90 coabitava pacificamente con i concittadini di fede cristiana. Dopo l’impero ottomano fu la volta del dominio austro ungarico sulla regione, anche questo periodo ha lasciato testimonianze architettoniche di pregio. Oggi Mostar è una città multietnica, dove convivono quattro diverse fedi religiose, non solo quella cristiana e quella musulmana ma anche ortodossi ed ebrei. 
 
Passeggiando per le strette vie del centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Unesco, si possono incontrare testimonianze di questa multiculturalità; accanto alle chiese cristiane e ortodosse sorgono anche splendide moschee, bagni e palazzi nobiliari.  Ma sono sicuramente i ponti ad essere la caratteristica di spicco di Mostar, iniziando dal più antico: il ”Kriva Cuprija” o ponte storto, grazioso ponte in pietra ad arcata unica che ha preceduto di poco la costruzione del più grande e conosciuto Stari Most (Ponte vecchio).  Quest’ultimo, come molti ricordano, venne distrutto dai bombardamenti nel 1993, ma la popolazione lo ha ricostruito fedelmente, utilizzando le tecniche di costruzione originarie e la cava da cui furono estratte le pietre che lo componevano. Dal 2004 quindi è possibile nuovamente percorrerlo e ogni volta è un’esperienza emozionante; attraversando dalla sponda ovest alla sponda est si attraversa anche l’antico punto in cui oriente e occidente simbolicamente si incontrano.
 
Da questo lato del fiume troviamo i più pregevoli edifici moreschi come la Moschea Cejvan Cehaj e la Medresa (Scuola Islamica). Poco dopo si incontra il “Kujundziluk “il vecchio bazar”, dove è possibile acquistare il migliore artigianato locale tra cui soprattutto sculture in rame o bronzo raffiguranti il vecchio ponte o il melograno, che è il simbolo dell’Erzegovina.  Per chi desidera visitare una moschea, poco più avanti c’è la Koski Mehmed, costruita nel 1617 e aperta ai visitatori. Al suo interno si trovano ancora le decorazioni originali delle pareti e per chi se la sente di affrontare la stretta scala a spirale che porta al tetto anche il minareto è aperto al pubblico; da lassù si può godere di una vista magnifica sulla città.
 
Proprio dietro l’angolo della moschea c’è il mercatoTepa”, affollato fin dai tempi degli ottomani; qui si trovano i migliori prodotti freschi locali. Proseguendo verso sinistra ecco la “Casa Biscevica”, i resti di un’autentica casa ottomana del XVII secolo. Al suo interno è perfettamente conservato un salottino ancora arredato con mobili e suppellettili del tempo. Nel quartiere si possono visitare anche la “Casa Kajtazova” altra residenza ottomana con zone riservate a gli uomini separate da quelle riservate alle donne; la Moschea Karadozbegova  e  il monumento  nazionale “Casa Muslibegovic” un complesso residenziale di nobili ottomani tra i più ricchi e completi oggi conservati. Anche questa casa del XVIII secolo è divisa in quartieri separati per uomini e donne, ci sono addirittura dei cortili dedicati ai due generi “selamluk” per le donne e “haremluk” per gli uomini. La casa oggi oltre ad essere un museo è anche un luogo dove assaggiare bevande e dolci tradizionali e ospita al suo interno anche un bellissimo albergo.
 
Oltre alle importanti testimonianze lasciate dall’impero ottomano, non meno interessanti sono le testimonianze di altre culture come la Sinagoga o la Stara Pravoslavna Crkva la antica chiesa ortodossa costruita in puro stile Erzegovino. Completano il quadro multietnico le chiese cattoliche e la Casa del Vescovo, costruita in puro stile viennese a testimonianza del fecondo periodo trascorso sotto l’impero austro ungarico.

Testo di Lea Tocchi
Foto: Sisterscom.com, Shutterstock
Copyright © Sisterscom.com
Riproduzione riservata
 
 
Ente del Turismo
www.hercegovina.ba
DOVE ANDARE
Monumenti
MOSCHEA KOSKI MEHMED
Questa graziosa moschea risale al 1617 ed è aperta ai visitatori. É l’unica moschea dell’area nella quale sono conservati i dipinti originali delle pareti e le decorazioni. Per chi se la sente di affrontare la scala a chiocciola che porta alla parte superiore, anche il minareto è aperto al pubblico e vi si accede dall’interno della moschea. Da lassù la vista è imperdibile.
PONTE VECCHIO
Il Ponte Vecchio di Mostar, simbolo della città, è stato costruito nel 1566 ed è stato incluso nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 2005. È caratterizzato da una struttura ad arco singolo che collega la riva sinistra e destra del fiume Neretva. Il Ponte Vecchio offre un panorama incomparabile del fiume Neretva e dei monumenti storici circostanti la città di Mostar.
 
MOSCHEA KARADOZBEGOVA
La moschea Karadozbegova è la più importante e significativa tra le costruzioni sacre in stile architettonico Islamico di tutta l’Erzegovina. Venne completata nel 1557, ad opera di Kodza Mimar Sinan, uno dei più famosi architetti ottomani. La moschea è aperta ai visitatori.
MONASTERO DI ZITOMISLICI
Il Monastero di Zitomislici, a pochi chilometri a sud di Mostar, merita sicuramente una visita. E’ situato in località Zitomislici sulla riva sinistra del fiume Narenta. Questo edificio risalente al 1566 è uno dei più importanti monasteri ortodossi in Erzegovina. E’ aperto ai visitatori.
 
 
CASA KAJTAZOVA
Casa Kajtazova è un’altra pregevole casa residenziale in stile Ottomano; costruita con aree separate per gli uomini e per le donne. Le sue alte mura fornivano isolamento e privacy agli abitanti della casa. Venne costruita interamente in pietra e legno. E’ aperta ai visitatori.
CASA BISCEVICA
La casa Biscevica si trova nell’omonima strada Biscevica. Questa casa ottomana del XVII secolo con le sue particolari colonne alte oltre 5 metri, è stata costruita sulla riva est del fiume Narenta. Al suo interno si trova un salottino perfettamente conservato in autentico stile Ottomano; in tutta la casa si trovano oggetti casalinghi originali e il suo cortile è costruito in perfetto stile Moresco.
CASA MUSLIBEGOVIC
La casa Muslibegovic, situata accanto alla moschea Karadoz - Bey è monumento nazionale ed è uno dei più rappresentativi esempi di architettura residenziale ottomana. La casa venne costruita nel XVIII secolo e la sua principale zona residenziale fu ricostruita nel 1872 ispirandosi ai più monumentali edifici di Istanbul. Al suo interno è presente un museo che è aperto dal 15 aprile al 15 ottobre.  
www.muslibegovichouse.com
 
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