Kandinsky a Roma: a Palazzo Bonaparte oltre 70 opere raccontano la nascita dell’astrattismo
Roma torna a dedicare una grande mostra a Vassily Kandinsky dopo oltre 25 anni. Fino al 14 febbraio 2027, Palazzo Bonaparte, in Piazza Venezia, ospita una retrospettiva con oltre 70 opere, realizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e curata da Angela Lampe. Il percorso segue l’evoluzione dell’artista dagli esordi figurativi alla nascita dell’astrazione, passando per il Blaue Reiter, gli anni della Russia rivoluzionaria, il Bauhaus e l’ultima stagione francese.
La mostra rappresenta uno degli appuntamenti culturali della stagione autunnale e invernale della Capitale. Una parte consistente dei lavori proviene dalle collezioni del Centre Pompidou, che conserva uno dei nuclei più importanti al mondo dedicati a Kandinsky grazie alle donazioni e al lascito della moglie Nina Kandinsky. Il museo parigino conferma che l'esposizione romana è articolata in cinque capitoli e segue il percorso dell'artista attraverso Russia, Germania e Francia.
1906Huile sur toile, 48x65 cm Legs de Nina Kandinsky, 1981 Collection Centre Pompidou. Domaine public. Photo © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Hélène Mauri/Dist. GrandPalaisRmn
Da Monaco al Bauhaus: cinque sezioni per seguire Kandinsky
Più che concentrarsi esclusivamente sulle opere astratte più note, il percorso di Palazzo Bonaparte permette di osservare la progressiva trasformazione del linguaggio di Kandinsky.
Le cinque sezioni iniziano dalla formazione e dai primi lavori ancora figurativi, proseguono con gli anni di Monaco di Baviera e Murnau, quando colore e forma cominciano progressivamente ad affrancarsi dalla rappresentazione della realtà, e arrivano alla stagione del Der Blaue Reiter, il movimento fondato nel 1911 insieme a Franz Marc con il contributo di Gabriele Münter.
Seguono gli anni trascorsi nuovamente in Russia durante il periodo rivoluzionario, l'esperienza al Bauhaus, dove Kandinsky insegnò e sviluppò ulteriormente le proprie teorie sulla relazione fra forme, colori e composizione, e infine il periodo parigino, dal trasferimento in Francia nel 1933 alla morte nel 1944.
È un'impostazione che consente anche al visitatore meno esperto di comprendere come l'astrazione non sia comparsa improvvisamente, ma sia stata il risultato di un processo graduale di ricerca sul rapporto tra immagine, percezione, colore e musica.
Gelb-Rot-Blau e L'Arco nero tra le opere in mostra
Tra i lavori centrali dell'esposizione figura Gelb-Rot-Blau (Giallo-Rosso-Blu) del 1925, uno dei dipinti più rappresentativi del periodo del Bauhaus, nel quale forme geometriche e campiture cromatiche costruiscono una composizione svincolata dalla rappresentazione naturalistica. L'opera, proveniente dal Centre Pompidou, misura oltre due metri di larghezza ed entrò nella collezione del museo attraverso la donazione di Nina Kandinsky nel 1976.
Il percorso comprende anche L'Arco nero, del 1912, appartenente alla stagione decisiva in cui il pittore sviluppò un linguaggio sempre più autonomo dalla realtà visibile. A questi lavori si affiancano dipinti, acquerelli e materiali capaci di documentare differenti momenti della sua ricerca.
Il Centre Pompidou segnala inoltre tra le opere temporaneamente presenti a Palazzo Bonaparte Impression V (Parc) del 1911, Composition IX del 1936, Accent en rose del 1926 e lavori dei primi anni del Novecento come Alte Stadt II e Arabische Stadt, offrendo quindi una lettura estesa cronologicamente della produzione di Kandinsky.
Huile sur toile marouflée sur bois, 26,1x19,9x1,2 cmLegs de Nina Kandinsky, 1981 Collection Centre Pompidou. Domaine public. Photo © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Hélène Mauri/Dist. GrandPalaisRmn
Il rapporto tra pittura, colore e musica
Uno dei temi centrali della mostra riguarda la convinzione di Kandinsky che colore e forma potessero produrre un effetto emotivo paragonabile a quello della musica.
Due esperienze vengono indicate come decisive nella formazione della sua ricerca: la visione dei Covoni di Claude Monet, che gli mostrò come un'immagine potesse esercitare un forte impatto anche quando il soggetto diventava meno riconoscibile, e l'ascolto del Lohengrin di Richard Wagner al Teatro Bol'šoj di Mosca.
Questa riflessione avrebbe accompagnato Kandinsky per gran parte della sua carriera e trovato una formulazione teorica in testi come Dello spirituale nell'arte e, durante il periodo del Bauhaus, Punto e linea sul piano.
La mostra approfondisce questo rapporto tra pittura e musica e comprende anche una sala immersiva, pensata per tradurre geometrie e colori dell'artista in un'esperienza ambientale.
Gabriele Münter, oltre il rapporto con Kandinsky
Una sezione specifica è dedicata a Gabriele Münter, artista tedesca e protagonista delle avanguardie del primo Novecento, a lungo ricordata soprattutto per la relazione personale con Kandinsky. Le opere esposte permettono invece di ricostruirne una ricerca autonoma, caratterizzata da contorni marcati, semplificazione delle forme e intense campiture cromatiche. Münter partecipò direttamente alle esperienze del Blaue Reiter e contribuì al clima di sperimentazione che accompagnò la nascita dell'astrazione.
Durante il periodo nazista ebbe inoltre un ruolo fondamentale nella conservazione di numerose opere del movimento, sottraendole alla dispersione e alla distruzione.
Il focus aggiunge quindi alla retrospettiva una prospettiva più ampia sull'ambiente culturale nel quale maturò la rivoluzione artistica di Kandinsky.
Fotografie, lettere e oggetti personali
Accanto ai dipinti, il percorso comprende fotografie, documenti, lettere, materiali biografici e oggetti personali, in parte provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky.
Questi materiali aiutano a collocare le opere all'interno della biografia dell'artista e dei numerosi spostamenti che segnarono la sua vita: dalla Russia alla Germania, dai viaggi europei agli anni trascorsi a Murnau, dal Bauhaus fino al definitivo trasferimento nell'area di Parigi.
Anche alcuni strumenti e oggetti provenienti dall'atelier francese ricostruiscono l'ambiente di lavoro degli ultimi anni, quando Kandinsky iniziò a combinare la geometria sviluppata durante il Bauhaus con forme più organiche e biomorfe.
INFO Mostra: Kandisky