19 ottobre 2018

Palermo.Venia Dimitrakopoulou

Al Museo Archeologico Regionale Antonio Salinas le opere di Venia Dimitrakopoulou, dal 16 novembre 2018 al 3 febbraio 2019
La scultrice greca Venia Dimitrakopoulou torna ad esporre eccezionalmente in Italia con una importante mostra personale ospitata presso il Museo archeologico regionale Antonio Salinas di Palermo dal 16 novembre 2018 al 3 febbraio 2019, intitolata “Venia Dimitrakopoulou. Futuro Primordiale - Materia”.
 
Al Museo Salinas il composito universo creativo dell’artista è rappresentato da una considerevole selezione di opere - sculture, carte e installazioni, alcune esposte per la prima volta in Italia - tra cui spiccano inedite realizzazioni site-specific, per una mostra-installazione, curata da Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini, che dialoga con i reperti archeologici esposti in permanenza nelle sale museali. L’esposizione gode dei patrocini della Regione Siciliana, del Comune di Palermo, del progetto Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 e dell’Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici “Bruno Lavagnini”.
 
La mostra palermitana è la prima tappa della “Trilogia Italia” organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura - Italia in collaborazione con Artespressione di Milano, galleria di riferimento dell’artista in Italia per questa rassegna che tocca anche Torino e Trieste.
 
Il percorso, che presenta delle peculiarità per ogni città, coinvolge infatti prestigiose sedi espositive: oltre al Museo Salinas di Palermo, la Gallery della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino dal 22 febbraio al 31 marzo 2019, quindi il Civico Museo Sartorio e il Castello di San Giustoa Trieste dal 12 aprile al 14 giugno 2019.
 
La “Trilogia” evidenzia la tematica propria di tutta la produzione della scultrice ellenica: il dialogo continuo tra il passato e il presente, partendo dal ricco retaggio archeologico che accomuna la cultura greca a quella del nostro Paese. Da qui il titolo “Futuro Primordiale”, declinato con un sottotitolo specifico per ciascuna delle tre mostre: a Palermo “Materia”, a Torino “Logos” e a Trieste “Suono”.
 
Venia Dimitrakopoulou, Anemos 2009, gesso, installazione, dimensioni variabili.
 
In tutti i lavori esposti al Museo Salinas protagonista è la materia - dalla pietra lavica alla carta a mano cinese, dal bronzo al marmo, dal gesso alla terracotta – che sottolinea quanto l’archeologia riviva nella contemporaneità e l’immersione nel passato serva a comprendere il presente. Spiega infatti la scultrice: «A Palermo espongo le pietre vulcaniche, le teste dei guerrieri caduti e degli eroi, così come le opere su carta cinese, le Vesti di Nesso, l’Armatura Segreta e le Linee di pensiero. È un dialogo tra fragilità e solidità, l’effimero e l’eterno. Una riflessione sul modo in cui l’archeologia svela la materia nel presente. La materia, quindi, è il tema principale».
 
Venia Dimitrakopoulou decide di “sentire” attentamente ciascun luogo del suo lungo tour espositivo, creando appositamente nuove opere per rimanere “sintonizzata” con l’atto creativo, così come lei lo concepisce: «un processo continuo, un flusso in cui tutto è aperto all’inaspettato».
E così, per citare alcuni lavori esposti al Museo archeologico di Palermo, gessi, bronzi e pietre vulcaniche di Egina (isola dove ha sede lo studio dell’artista) diventano teste e volti, spesso dalla bocca semi aperta, di antichi guerrieri, eroi e semidei come nelle opere Agamennone (2005-2009) e Pelope (2009), accanto a Lance (2018) in marmo e ottone dorato che raccontano il passato dell’Egeo attraverso venature nascoste e si innalzano come baluardi, strumenti di difesa. In queste opere la materia prima determina il modellato estetico delle sculture che, a dialogo con l’ambiente in cui vengono presentate, mettono in risalto riferimenti storici e caratteristiche del luogo di provenienza, e raccontano così una sorta di storia personale che guida il visitatore nella loro contemplazione e interpretazione.
 
Le creazioni contemporanee di Venia Dimitrakopoulou si muovono infatti in costante equilibrio tra le ricerche moderne e l’estetica, i materiali e le tecniche tradizionali, passando dalla piccola scala alla monumentalità. Significativa in proposito l’imponente scultura Promahones, esposta presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene e rievocata a Palermo dalla serie fotografica Promahones - Ombre (2014). Composta da giganteschi dischi in acciaio inclinati, aperti alle estremità, come sottolinea Franco Fanelli «arricchisce enormemente il gioco d'ombre che queste opere possono proiettare, sdoppiandole, moltiplicandole».
Attraverso pietra, marmo, terracotta, metallo o carta, che si declinano al servizio di un nomadismo stilistico che va dalla scultura tradizionale all’installazione, dal video all’azione, dalla scrittura al segno grafico, l’artista investiga caratteristiche e comportamenti della materia, dando un respiro di vita alle figure e agli oggetti che ne nascono. Esemplificativo il video Zoodochos Pigi (Fonte di Vita, 2011), opera drammatica nel senso etimologico della parola, in cui le mani dell’artista si ergono a simbolo della forza generatrice della dimensione scultorea, in un incessante processo metamorfico di creazione e distruzione della forma.
 
Venia Dimitrakopoulou, Armatura Segreta II, 2017, inchiostro indiano su carta cinese, cm 140x127.
 
Tutte le opere della Dimitrakopoulou hanno un profondo carattere antropocentrico e riflettono sul ruolo dell’esistenza umana nello spazio e nel tempo che l’artista sceglie di cogliere nella sua creazione, chiamando l’osservatore a partecipare dell’espressione artistica, a viverla come una relazione con se stesso, attraverso un’esperienza interiore, mentale e sentimentale. Emblematiche le serie su carta delle Vesti di Nesso e delle Linee di pensiero (entrambe del 2011) dove, attraverso la scrittura automatica sulla forma di un’antica tunica o di uno stendardo, traspare in diverse lingue la dimensione intima dell’artista, che libera i suoi sentimenti e pensieri per poi nasconderli parzialmente dietro ad una linea, quasi a cancellarli ma mai del tutto.
 
Le tre esposizioni di Venia Dimitrakopoulou nel nostro Paese rientrano tra le azioni del programma “Tempo Forte Italia - Grecia 2018”, iniziativa promossa dall’Ambasciata d’Italia ad Atene e sancita nel corso del Primo Vertice Intergovernativo tra Italia e Grecia, tenutosi il 14 settembre 2017 a Corfù, volta a favorire e sostenere il rafforzamento delle relazioni culturali tra i due Paesi del Mediterraneo, nel rispetto dell’equilibrio tra i vari ambiti culturali, dalla tradizione al contemporaneo, dal passato al futuro.
Accompagna tutte e tre le tappe della rassegna un esaustivo catalogo edito da Umberto Allemandi con testo introduttivo di Franco Fanelli.
 
 
Conoscere l'artista
Venia Dimitrakopoulou è una scultrice greca, nata e formatasi ad Atene, dove studia scultura presso l’Accademia di Belle Arti, si diploma alla Scuola Superiore di Arte Drammatica del Conservatorio di Atene, perfezionandosi poi presso l’Atelier Vivant de l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Numerose le mostre personali e collettive in Grecia e all’estero, dove le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private. Attualmente vive e lavora tra la capitale greca e l’isola di Egina.
Informazioni sulla mostra di Palermo
Venia Dimitrakopoulou.
Futuro Primordiale - Materia
A cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini
Museo archeologico regionale Antonio Salinas, Piazza Olivella 24, Palermo
Dal 16 novembre 2018 al 3 febbraio 2019.
Orari: martedì-sabato ore 9-18.30; domenica ore 9-13.
Ingresso incluso nel biglietto del museo € 3,00.
Mostre future a Torino e Trieste
Venia Dimitrakopoulou.
Futuro Primordiale - Logos
Gallery - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Dal 22 febbraio al 31 marzo 2019.
 
Venia Dimitrakopoulou.
Futuro Primordiale - Suono
Civico Museo Sartorio e Castello di San Giusto, Trieste
Dal 12 aprile al 14 giugno 2019.
 
 
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Testo a cura di Nicolò Villa
Copyright © Sisterscom.com
Fonte e Immagini: © Ufficio Stampa Mostra. 
Visual: Venia Dimitrakopoulou, Linee di pensiero, 2011.
Museo Archeologico Regionale Antonio Salinas.
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