Aeroporti italiani oltre 230 milioni di passeggeri
Il trasporto aereo italiano continua a crescere e supera i 230 milioni di passeggeri, confermandosi tra i mercati più dinamici d’Europa. Il dato emerge dal Fact Book 2026 del Centro ITSM - ICCSAI Transport and Sustainable Mobility dell’Università degli Studi di Bergamo, presentato oggi, 4 giugno 2026, a Roma durante il convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, organizzato da Enac in collaborazione con l’ateneo bergamasco.
Il rapporto, giunto alla sua ventesima edizione, fotografa un settore in trasformazione, chiamato a gestire crescita del traffico, sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, carburanti alternativi, mobilità aerea avanzata e nuovi equilibri competitivi tra aeroporti e compagnie aeree.
Per i passeggeri, la crescita del mercato significa più collegamenti, maggiore accessibilità dei territori e nuove opportunità di viaggio, ma anche la necessità di infrastrutture adeguate, servizi più efficienti e investimenti capaci di sostenere l’aumento della domanda nei prossimi anni.
Secondo il Fact Book 2026, il traffico passeggeri europeo è cresciuto del 4% nel 2025, mentre l’Italia ha registrato una performance superiore alla media, con un incremento del 5%. La crescita prosegue anche nei primi mesi del 2026, con un aumento del 4,2% fino ad aprile.
Il sistema aeroportuale italiano conta oggi otto scali oltre i 10 milioni di passeggeri. Tra questi, Roma Fiumicino (FCO) supera la soglia dei 50 milioni di passeggeri e si colloca al 7° posto nella graduatoria europea, rafforzando il proprio ruolo di hub strategico per il traffico nazionale, internazionale e intercontinentale.
Il rapporto evidenzia anche un miglioramento dei voli intercontinentali diretti dall’Italia, pur segnalando un divario ancora aperto rispetto ai maggiori mercati europei. Per i viaggiatori, questo aspetto è particolarmente rilevante perché la disponibilità di voli long-haul diretti incide sulla comodità degli spostamenti, sui tempi di viaggio e sulla competitività degli aeroporti italiani rispetto agli hub esteri.
Più fragile risulta invece il comparto cargo. In Italia il traffico merci cresce meno della media europea, con un incremento del 1,7% contro il 3,6% registrato a livello europeo. Il principale traino resta Milano Malpensa (MXP), in crescita del 4,3%, ma il settore mostra segnali di rallentamento nei primi mesi del 2026, anche a causa di tensioni geopolitiche, costi energetici, possibili limitazioni degli spazi aerei e ritardi nella consegna di nuovi aeromobili.
Il Fact Book 2026 analizza anche il cambiamento del ruolo degli hub. A livello globale si osserva una progressiva riduzione del traffico in connessione, un fenomeno che penalizza soprattutto i grandi hub europei. La connettività del network europeo resta inoltre ancora inferiore ai livelli pre-Covid, confermando che il settore non ha recuperato in modo uniforme in tutti i segmenti.
Sul fronte delle compagnie aeree, Ryanair si conferma il principale vettore europeo, con oltre 200 milioni di passeggeri. La quota delle compagnie low-cost resta elevata in tutta Europa e ha un peso particolarmente rilevante in Italia: nel mercato domestico rappresenta il 57,2% della capacità offerta, mentre sui collegamenti europei raggiunge il 60,1%.
Il rapporto segnala anche il riposizionamento di ITA Airways, orientata in modo crescente verso il medio e lungo raggio nel quadro dell’integrazione con Lufthansa e dell’ingresso in Star Alliance. Questo percorso potrà incidere sul ruolo di Roma Fiumicino e sulla capacità dell’Italia di rafforzare i collegamenti intercontinentali.
Durante il convegno, Enac ha richiamato la necessità di investimenti infrastrutturali per accompagnare la crescita prevista del traffico. Le stime indicate parlano di un possibile passaggio dagli attuali 230 milioni a 305 milioni di passeggeri entro il 2035, un obiettivo legato alla capacità del sistema Paese di rendere più efficienti i processi decisionali e realizzativi.
Il tema degli investimenti è centrale anche per l’esperienza dei passeggeri. Aumentare la capacità aeroportuale, migliorare i servizi, rendere più fluidi i controlli, ampliare l’accessibilità e rafforzare i collegamenti significa infatti rispondere a una domanda di mobilità sempre più ampia, che riguarda turismo, lavoro, relazioni familiari, studio e scambi economici.
Il Fact Book 2026 conferma inoltre che il trasporto aereo non è più soltanto un motore economico per business e turismo, ma un servizio essenziale per la connessione dei territori. Negli ultimi vent’anni, la crescita del settore ha contribuito a ridurre l’isolamento di molte aree, ampliando le possibilità di spostamento e rafforzando il ruolo degli aeroporti come infrastrutture strategiche per lo sviluppo.
La sfida dei prossimi anni sarà coniugare crescita e sostenibilità, evitando letture semplificate e basando le decisioni su dati, innovazione e capacità di investimento. Il trasporto aereo italiano si trova così in una fase di passaggio: più passeggeri, più domanda di connessioni, maggiore pressione sulle infrastrutture e necessità di governare la trasformazione tecnologica e ambientale del settore.