Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035: la nuova rete italiana
È stata pubblicata la proposta del Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, elaborata da ENAC insieme alla Direzione generale competente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nei prossimi giorni ENAC avvierà presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica la seconda e conclusiva fase della Valutazione Ambientale Strategica.
Il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 definisce gli indirizzi per lo sviluppo del trasporto aereo e della rete aeroportuale italiana nel prossimo decennio. Elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la collaborazione tecnica dell’ENAC, il documento punta a rafforzare connettività, accessibilità, sostenibilità, innovazione tecnologica e integrazione degli aeroporti con le altre modalità di trasporto.
Il Piano assume il 2023 come anno della piena ripresa del traffico aereo nazionale dopo la pandemia. Le previsioni di mercato tengono invece conto dei dati e dei diversi percorsi di recupero osservati negli aeroporti nel 2024.
Nello scenario baseline, la domanda potenziale viene stimata in circa 305 milioni di passeggeri nel 2035. Nel capitolo specificamente dedicato alle previsioni, il valore è indicato in 304,6 milioni, con una crescita del 39,3% rispetto al 2024 e un tasso medio annuo del 3,1%. Il documento precisa che le stime dovranno essere periodicamente aggiornate e potranno differire dalle previsioni elaborate dai singoli gestori aeroportuali.
I 41 aeroporti di interesse nazionale
Il PNA individua 41 aeroporti italiani di interesse nazionale.
Aeroporti di interesse nazionale
Alghero, Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Catania, Comiso, Crotone, Cuneo, Firenze, Foggia, Forlì, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Olbia, Palermo, Pantelleria, Parma, Perugia, Pescara, Pisa, Reggio Calabria, Rimini, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Salerno, Taranto Grottaglie, Torino, Trapani, Treviso, Trieste, Venezia e Verona.
Nuovi aeroporti di interesse nazionale
Rispetto al precedente Piano allegato al DPR 201/2015, vengono riconosciuti di interesse nazionale anche gli aeroporti di Bolzano, Forlì e Foggia, anche in virtù della loro appartenenza ai nuovi sistemi integrati aeroportuali. Gli altri scali vengono associati alla più ampia rete di supporto nazionale.
La qualifica di aeroporto di interesse nazionale, prevista dall’articolo 698 del Codice della Navigazione, è l’unica classificazione giuridicamente rilevante. Accanto a questa, il Piano introduce una fotografia della “prevalenza relativa” dei singoli scali, elaborata sulla base degli attuali dati di traffico e connettività.
Aeroporti di prevalente rilevanza intercontinentale
Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia sono qualificati come aeroporti di prevalente rilevanza intercontinentale.
Aeroporti di prevalente rilevanza internazionale
Bologna, Bergamo, Napoli, Catania, Firenze, Pisa, Bari, Milano Linate, Palermo e Torino sono invece indicati come aeroporti di prevalente rilevanza internazionale.
Queste indicazioni non attribuiscono ruoli definitivi: potranno cambiare con l’evoluzione del mercato, della domanda di mobilità e delle strategie dei gestori aeroportuali.
I 13 sistemi integrati aeroportuali
Il Piano supera il precedente concetto di bacino di traffico e organizza gli aeroporti di interesse nazionale in 13 sistemi integrati:
- Nord Ovest: Genova, Torino* e Cuneo;
- Lombardo: Malpensa, Linate, Bergamo e Brescia**;
- Nord Est: Venezia, Treviso, Trieste, Verona e Bolzano;
- Emilia-Romagna: Bologna, Parma, Rimini e Forlì;
- Toscano: Firenze e Pisa;
- Centrale: Ancona, Pescara e Perugia;
- Laziale: Fiumicino e Ciampino***;
- Campano: Napoli**** e altri scali;
- Pugliese: Bari, Brindisi, Taranto** e Foggia;
- Calabria: Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone;
- Sicilia Orientale: Catania, Comiso e Pantelleria;
- Sicilia Occidentale: Palermo, Trapani e Lampedusa;
- Sardegna: Cagliari, Alghero e Olbia.
**per tale scalo aeroportuale non si è tenuto conto della potenzialità di mercato baseline ma delle previsioni di traffico stimate dalle recenti strategie della società di gestione.
**per tali scali aeroportuali, pur essendo confermata la vocazione cargo, è stata considerata una potenzialità di mercato al 2035 quale valore di backup.
***la capacità del sistema raggiungerà il valore di 100 milioni di passeggeri a seguito del potenziamento delle infrastrutture airside e terminal dell'aeroporto di Fiumicino, fermo restando l’espletamento delle successive valutazioni e verifiche previste nelle competenti sedi.
****per tale sistema integrato aeroportuale non si è tenuto conto della potenzialità di mercato baseline ma delle previsioni di traffico stimate dalla società di gestione, rinviandone la distribuzione sui tre scali (Napoli, Salerno e Grazzanise) alle necessarie verifiche di carattere tecnico-operative.
I sistemi integrati dovranno favorire la collaborazione tra aeroporti, l’uso più efficiente della capacità disponibile, la programmazione comune dell’accessibilità e uno sviluppo più coordinato dei territori. La loro costituzione non richiede necessariamente cambiamenti nella titolarità delle concessioni o la creazione di un’unica società di gestione.
Il deficit dei voli intercontinentali diretti
Il Piano rileva una debolezza strutturale dell’Italia nel mercato intercontinentale. Il numero complessivo dei passeggeri che viaggiano tra l’Italia e i Paesi extraeuropei è sensibilmente superiore ai posti offerti sui voli diretti, con un deficit intercontinentale indicato di circa il 20%.
Una parte rilevante dei viaggiatori è quindi costretta a utilizzare aeroporti esteri come punti di scalo. Al contrario, l’Italia intercetta pochi passeggeri internazionali in transito attraverso i propri aeroporti.
Per ridurre questo divario, il Piano indica il potenziamento del traffico intercontinentale di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia. In seguito, anche altri scali nazionali con una domanda locale sufficiente e infrastrutture aeronautiche adeguate potranno sviluppare collegamenti di lungo raggio.
L’ampliamento dell’offerta diretta viene considerato strategico anche per aumentare l’attrattività turistica internazionale dei territori italiani.
Più collegamenti tra aeroporti e territorio
L’intermodalità costituisce uno dei pilastri del PNA. Il documento punta a migliorare i collegamenti degli aeroporti con le reti ferroviarie nazionali e regionali, il trasporto pubblico locale, le infrastrutture stradali e autostradali, i servizi di autobus e, dove possibile, i percorsi ciclopedonali.
Gli aeroporti dovranno essere inseriti nei piani del trasporto pubblico locale come veri poli intermodali, utili non soltanto ai passeggeri ma anche alle comunità locali.
Il Piano fissa obiettivi differenziati per la quota di accessibilità sostenibile:
- per gli aeroporti di rilevanza intercontinentale, 35% nel 2030 e 50% nel 2035;
- per gli aeroporti di rilevanza internazionale, 25% nel 2030 e 40% nel 2035;
- per i restanti aeroporti di rilevanza nazionale, 15% nel 2030 e 30% nel 2035.
Le modalità di calcolo e rilevazione di queste quote saranno definite da un successivo documento tecnico del MIT.
Priorità alle infrastrutture esistenti
Il Piano non promuove in linea generale la costruzione ex novo di infrastrutture aeroportuali. La priorità viene assegnata all’ottimizzazione delle capacità esistenti, al miglioramento dell’efficienza operativa e al rinnovamento o adeguamento delle strutture diventate obsolete.
La realizzazione di una nuova infrastruttura dovrà essere sostenuta da un’analisi capace di dimostrarne chiaramente i benefici ambientali e sociali rispetto alla situazione esistente.
Anche lo sviluppo dei singoli aeroporti dovrà essere valutato considerando le possibili collaborazioni con gli altri scali del medesimo sistema integrato, soprattutto nei territori in cui le aree di attrazione si sovrappongono o alcuni aeroporti presentano limiti di capacità.
Qualità dei servizi e tutela dei passeggeri
Il Piano attribuisce un ruolo centrale alla qualità dell’esperienza di viaggio. ENAC dovrà verificare gli standard di servizio previsti e raggiunti dagli aeroporti, promuovendo gli interventi necessari e applicando eventuali meccanismi correttivi nei confronti degli operatori.
Particolare attenzione viene dedicata alle persone con disabilità e alle famiglie con bambini piccoli. Il documento cita espressamente il servizio di riconsegna dei passeggini, che dovrà essere potenziato e reso pienamente e comodamente fruibile.
I terminal dovranno inoltre disporre di spazi adeguati e flessibili, anche sulla base dell’esperienza maturata durante la pandemia, garantendo una passenger experience sicura e di qualità.
Biometria, smart security e torri digitali
La digitalizzazione dovrà interessare l’intero percorso aeroportuale, dalle torri di controllo ai terminal.
L’obiettivo è offrire ai passeggeri procedure più fluide, veloci e autonome, riducendo i tempi di attesa attraverso sistemi come il riconoscimento biometrico, la smart security e le tecnologie contactless.
Il PNA richiama inoltre i programmi sviluppati da ENAV per l’introduzione delle Remote Digital Tower, che permettono di gestire a distanza il controllo del traffico aereo. Secondo il documento, queste tecnologie possono migliorare l’operatività delle infrastrutture, ridurre i costi di gestione e favorire la collaborazione tra gli aeroporti.
Sostenibilità e nuovi carburanti
Il Piano si inserisce nel percorso internazionale verso l’obiettivo di emissioni nette di CO₂ pari a zero entro il 2050.
Gli aeroporti dovranno adeguare le proprie infrastrutture per consentire l’impiego dei Sustainable Aviation Fuel, dei Low Carbon Aviation Fuel e di altre fonti energetiche per l’aviazione, comprese quelle elettriche, rinnovabili e a idrogeno.
Tra gli indirizzi figurano inoltre:
- il miglioramento dell’efficienza energetica delle infrastrutture;
- la diffusione delle energie rinnovabili;
- lo sviluppo di smart building;
- l’adattamento degli aeroporti ai cambiamenti climatici;
- la riduzione delle emissioni acustiche;
- l’introduzione di sistemi digitali per monitorare l’inquinamento da rumore;
- il coinvolgimento delle comunità locali.
Il documento richiama anche il programma internazionale CORSIA e le certificazioni Airport Carbon Accreditation.
Addizionale comunale sui biglietti aerei
Il Piano prevede una valutazione più ampia dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, la tassa inclusa nel prezzo dei biglietti dei passeggeri in partenza dagli aeroporti italiani.
Secondo il documento, il quadro normativo dovrebbe essere rivisto per arrivare a una progressiva riduzione dell’imposta, iniziando dagli aeroporti più piccoli.
Il PNA propone tuttavia di conservare le quote destinate al Fondo del Trasporto Aereo e ai Comuni aeroportuali. La riduzione dell’onere viene indicata come una misura potenzialmente favorevole alla connettività e alla competitività della rete aeroportuale nazionale.
Mobilità aerea avanzata e rete di supporto
Il Piano dedica spazio alle nuove forme di trasporto, tra cui la Mobilità Aerea Avanzata e Urbana, la navigazione suborbitale e quella ipersonica.
Gli aeroporti con traffico commerciale estremamente limitato e gli scali di aviazione generale formeranno una rete aerea di supporto. Queste infrastrutture potranno diventare terminali di una mobilità diffusa, innovativa e sostenibile, sviluppata in relazione alle esigenze dei territori locali.
Lo sviluppo del cargo aereo
Il Piano analizza anche la posizione dell’Italia nel trasporto aereo delle merci. Il contributo degli aeroporti italiani alle movimentazioni cargo europee è indicato nel 6,8%, mentre la quota nazionale nel traffico passeggeri europeo è pari al 12%.
Nel 2023 l’Italia ha registrato 303 miliardi di euro di esportazioni verso Paesi extra-UE. Di questi, 74 miliardi, pari a circa il 25%, sono stati trasportati per via aerea.
Il PNA individua quindi una serie di interventi destinati a rendere più competitivo il processo logistico e a rafforzare il ruolo degli aeroporti italiani nel mercato internazionale delle merci.
Un Piano da aggiornare periodicamente
Il PNA degli aeroporti italiani non è concepito come un documento immutabile. Il settore aereo, le strategie delle compagnie e le condizioni dei singoli aeroporti possono cambiare rapidamente. Per questo il Piano sarà aggiornato periodicamente, a partire dal 2027, in modo da recepire l’evoluzione del traffico, delle infrastrutture, delle tecnologie e delle condizioni economiche e geopolitiche.
Al centro del Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 ci sono aeroporti italiani più integrati tra loro e con il territorio, maggiore intermodalità, digitalizzazione, sostenibilità e un network nazionale più efficiente e competitivo. Per ulteriori approfondimenti, dati e info si rimanda al documento ufficiale.