29 settembre 2026

I Brueghel a Milano: a Palazzo Reale oltre 80 opere raccontano la nascita dei generi pittorici europei

Dipinti, disegni e stampe ricostruiscono l’eredità della dinastia fiamminga, da Pieter Bruegel il Vecchio a Jan Brueghel, con un focus speciale sui rapporti con Milano e l’Italia

Dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, Palazzo Reale di Milano ospita “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”, una grande mostra dedicata a una delle dinastie artistiche più influenti del Rinascimento europeo. Il percorso riunisce oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe e ricostruisce il ruolo svolto dalla famiglia Brueghel nella nascita e nella diffusione di paesaggi, nature morte, scene di vita contadina, battaglie e altri soggetti destinati a diventare generi autonomi della pittura europea. 

 

Pieter Bruegel il Vecchio (copia antica da) La danza nuziale / The Wedding Dance 1566 circa Olio su tavola, cm 117,2 × 165,5 / oil on panel, 117.2 × 165.5 cm Copyright © Koninklijk Museum voor Schone Kunsten / Antwerp, Royal Museum of Fine Arts
Pieter Bruegel il Vecchio (copia antica da) La danza nuziale / The Wedding Dance 1566 circa
Olio su tavola, cm 117,2 × 165,5 / oil on panel, 117.2 × 165.5 cm
Copyright © Koninklijk Museum voor Schone Kunsten / Antwerp, Royal Museum of Fine Arts

 

Promossa dal Comune di Milano - Cultura e prootta da Palazzo Reale e 24 ORE Cultura - Gruppo Il Sole 24 ORE, l'esposizione nasce da un progetto di Bernard Aikema ed è curata da Carlotta Striolo.

Più che una mostra dedicata esclusivamente a una famiglia di pittori, il progetto racconta una trasformazione più ampia del mercato e della cultura artistica europea tra Cinquecento e Seicento. In quegli anni la produzione pittorica comincia progressivamente ad affrancarsi dalla sola committenza religiosa e aristocratica, rivolgendosi anche a una nuova clientela borghese interessata a soggetti specifici e riconoscibili.

 

Jan Brueghel il Vecchio Cristo nella tempesta sul mare di Galilea / Christ in the Storm on the Sea of Galilee 1596 Olio su rame, cm 26,6 × 35 / oil on copper, 26.6 × 35 cm Copyright ©  Madrid, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza
Jan Brueghel il Vecchio Cristo nella tempesta sul mare di Galilea / Christ in the Storm on the Sea of Galilee 1596
Olio su rame, cm 26,6 × 35 / oil on copper, 26.6 × 35 cm
Copyright ©  Madrid, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza

 

Da Pieter Bruegel il Vecchio nasce un nuovo modo di raccontare la realtà

 

Il percorso prende avvio da Pieter Bruegel il Vecchio, capostipite della dinastia e figura fondamentale dell'arte fiamminga del Cinquecento.

Partendo anche dall'eredità visionaria di Hieronymus Bosch, Bruegel sviluppò un linguaggio profondamente personale. Al centro dei suoi dipinti entrarono paesaggi, villaggi, feste, contadini, bambini, neve e scene della quotidianità. La vita comune acquistava così una dignità pittorica che avrebbe esercitato una forte influenza sulle generazioni successive. Dietro l'apparente immediatezza di queste immagini si nascondeva tuttavia una pittura complessa, destinata anche a un pubblico colto capace di comprenderne riferimenti allegorici e significati stratificati. 

 

Jan Brueghel il Giovane Allegoria della pittura / Allegory of Painting 1625-1630 circa / c. 1625-1630 Olio su rame, cm 49 × 77 / oil on copper, 49 ×77 cm  Copyright ©  het Noordbrabants Museum ’s- Hertogenbosch, on loan from the JK ArtFoundation
Jan Brueghel il Giovane
Allegoria della pittura / Allegory of Painting 1625-1630 circa / c. 1625-1630
Olio su rame, cm 49 × 77 / oil on copper, 49 ×77 cm  Copyright ©  het Noordbrabants Museum ’s- Hertogenbosch, on loan from the JK ArtFoundation

 

Il “brand Brueghel” e la diffusione delle immagini in Europa

 

Con Pieter Brueghel il Giovane, figlio maggiore di Pieter il Vecchio, il patrimonio iconografico della famiglia entra invece in una nuova fase. La bottega riprende e sviluppa alcuni dei soggetti più apprezzati del padre, realizzandone differenti versioni: paesaggi innevati, feste di villaggio, scene contadine e altre immagini capaci di incontrare una domanda crescente da parte del mercato. È in questo contesto che la mostra utilizza il concetto di “brand Brueghel”: un sistema nel quale modelli riconoscibili vengono replicati, rielaborati e diffusi attraverso una bottega altamente specializzata, contribuendo a far circolare in tutta Europa formule visive destinate a influenzare generazioni di artisti. Anche le questioni attributive diventano parte del racconto. Un esempio è “La danza nuziale”, databile intorno al 1566, a lungo considerata un'opera autografa di Pieter Bruegel il Vecchio e oggi attribuita, sulla base degli studi più recenti, probabilmente a un precoce copista della sua cerchia.

 

Jan Brueghel il Vecchio La battaglia degli Israeliti e degli Amalechiti / Battle of the Israelites against the Amalekites post / after 1602 Olio su tavolai quercia, cm 40,5 × 61,5 / oil on oak panel, 40.5 × 61.5 cm  Copyright © Dresda / Dresden, Gemäldegalerie Alte Meister
Jan Brueghel il Vecchio La battaglia degli Israeliti e degli Amalechiti / Battle of the Israelites against the Amalekites post / after 1602
Olio su tavolai quercia, cm 40,5 × 61,5 / oil on oak panel, 40.5 × 61.5 cm
 Copyright © Dresda / Dresden, Gemäldegalerie Alte Meister

 

Jan Brueghel il Vecchio e il legame con Milano

 

Per il pubblico milanese, uno dei nuclei più interessanti riguarda Jan Brueghel il Vecchio, secondogenito di Pieter Bruegel il Vecchio e protagonista di un intenso rapporto con l'Italia. A differenza del fratello Pieter, Jan viaggiò a lungo in Europa e soggiornò nella Penisola. Nel 1595 arrivò a Milano su invito del cardinale Federico Borromeo, vivendo nel palazzo arcivescovile e affermandosi rapidamente come uno degli artisti maggiormente apprezzati nell'ambiente cittadino. Tra le opere realizzate per Borromeo figura “Fiori in un vaso”, oggi conservata alla Pinacoteca Ambrosiana e indicata tra i prestiti più significativi della mostra. Proprio l'Ambrosiana conserva uno dei nuclei più importanti di opere di Jan Brueghel il Vecchio presenti in Italia. Il rapporto con Milano rende l'esposizione particolarmente legata alla città che la ospita e offre al visitatore la possibilità di proseguire idealmente il percorso anche fuori da Palazzo Reale, approfondendo l'opera dell'artista nelle collezioni storiche milanesi.

 

Hendrick Avercamp Paesaggio invernale con cittadini e pattinatori /Winter Landscape with People and Skaters post / after 1610 Olio su tavola, cm 31 × 52,5 / oil on panel, 31 × 52.5 cm Copyright © Ginevra-Parigi / Geneva-Paris, De Jonckheere
Hendrick Avercamp
Paesaggio invernale con cittadini e pattinatori /Winter Landscape with People and Skaters post / after 1610
Olio su tavola, cm 31 × 52,5 / oil on panel, 31 × 52.5 cm
Copyright © Ginevra-Parigi / Geneva-Paris, De Jonckheere

 

 

Dai fiori ai paesaggi, fino ai piccoli dipinti su rame

 

Jan Brueghel ampliò notevolmente il repertorio della famiglia. Ai soggetti già sviluppati dalle generazioni precedenti affiancò paradisi terrestri, allegorie delle stagioni e degli elementi, scene mitologiche e nature morte floreali. Collaborò inoltre con artisti come Pieter Paul Rubens e contribuì alla fortuna dei cosiddetti cabinet paintings, raffinati dipinti di piccolo formato, spesso eseguiti su rame e destinati alle raccolte dei collezionisti europei. La mostra segue anche la circolazione di questi modelli oltre l'Italia, dalla corte imperiale di Praga alle città dei Paesi Bassi come Anversa, Amsterdam e Haarlem. Artisti quali Lucas van Valckenborch, Roelant Savery, Pieter Stevens e Paul Bril mostrano quanto l'eredità bruegheliana abbia contribuito alla formazione di linguaggi pittorici sempre più specializzati. 

 

Come nacquero paesaggio, natura morta e scene di vita quotidiana

 

Uno degli aspetti più originali dell'esposizione è proprio la possibilità di osservare la formazione di categorie che oggi appaiono naturali nella storia dell'arte. Paesaggio, natura morta, pittura di battaglia e rappresentazione della vita quotidiana non furono infatti sempre considerate generi indipendenti. Il percorso di Palazzo Reale mostra come la crescente specializzazione degli artisti, lo sviluppo delle botteghe e l'espansione del mercato contribuirono alla loro progressiva codificazione. L'ultima parte amplia quindi lo sguardo oltre la dinastia, mettendo i Brueghel in relazione con altri protagonisti della pittura europea e con opere come “Paesaggio con due querce” di Jan van Goyen, “La festa del villaggio” di Jan Steen e “Contadini in interno” di Adriaen van Ostade, insieme a lavori di Adriaen Brouwer e Hendrick Avercamp. 

 

Informazioni sulla mostra “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”

 

Dove: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12 | Milano
Quando: 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027.
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.30. Giovedì l'apertura è prolungata fino alle 22.30.

 

Per informazioni, biglietti, visite guidate e attività didattiche consultare i siti ufficiali di Palazzo Reale Milano e della mostra “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”.

 

A cura di Nicole Villa | Avion Tourism Magazine
Fonte testo e foto: Copyright © Ufficio stampa Il Sole 24ore Cultura
Foto ad uso esclusivo stampa: Copyright © indicato in didascalie.
Foto Milano: Copyright © Sisterscom.com / Shutterstock

 


 

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Milano. Foto uso editoriale: Copyright ©  Sisterscom.com / Shutterstock
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