29 luglio 2022

A Roma Van Gogh, capolavori dal Kröller-Müller Museum

Dall'8 ottobre 2022 al 26 marzo 2023 a Palazzo Bonaparte un percorso espositivo ed emozionale con 50 opere per raccontare la vicenda umana e artistica del famoso artista 
Alla vigilia dei 170 anni dalla sua nascita, dall’8 ottobre 2022 Palazzo Bonaparte ospita la grande e più attesa mostra dell’anno dedicata al genio di Van Gogh.  Attraverso le sue opere più celebri - tra le quali il suo famosissimo Autoritratto (1887) - sarà raccontata la storia dell’artista più conosciuto al mondo. 
 
Vincent van Gogh, Autoritratto, Aprile - Giugno 1887, Olio su cartone, cm 32,8x24, © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands.
Vincent van Gogh, Autoritratto, Aprile - Giugno 1887, Olio su cartone, cm 32,8x24, © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands.
 
Nato in Olanda il 30 marzo 1853, Vincent Van Gogh fu un artista dalla sensibilità estrema e dalla vita tormentata. Celeberrimi sono i suoi attacchi di follia, i lunghi ricoveri nell’ospedale psichiatrico di Saint Paul in Provenza, l’episodio dell’orecchio mozzato, così come l’epilogo della sua vita, che termina il 29 luglio 1890, a soli trentasette anni, con un suicidio: un colpo di pistola al petto nei campi di Auvers
 
Nonostante una vita impregnata di tragedia, Van Gogh dipinge una serie sconvolgente di Capolavori, accompagnandoli da scritti sublimi (le famose “Lettere” al fratello Theo Van Gogh), inventando uno stile unico che lo ha reso il pittore più celebre della storia dell’arte. 
 
La mostra di Roma, attraverso ben 50 opere provenienti dal prestigioso Museo Kröller Müller di Otterlo - che custodisce uno dei più grandi patrimoni delle opere di Van Gogh - e tante testimonianze biografiche, ne ricostruisce la vicenda umana e artistica, per celebrarne la grandezza universale. 
Un percorso espositivo dal filo conduttore cronologico e che fa riferimento ai periodi e ai luoghi dove il pittore visse: da quello olandese, al soggiorno parigino, a quello ad Arles, fino a St. Remy e Auvers-Sur-Oise, dove mise fine alla sua tormentata vita. 
 
Vincent Van Gogh, Campo di grano sotto cielo nuvolo, Ottobre 1889, Olio su tela, 63,3x53 cm, © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands.
Vincent Van Gogh, Campo di grano sotto cielo nuvolo, Ottobre 1889, Olio su tela, 63,3x53 cm, © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands.
 
Dall’appassionato rapporto con gli scuri paesaggi della giovinezza allo studio sacrale del lavoro della terra scaturiscono figure che agiscono in una severa quotidianità come il seminatore, i raccoglitori di patate, i tessitori, i boscaioli, le donne intente a mansioni domestiche o affaticate a trasportare sacchi di carbone o a scavare il terreno; atteggiamenti di goffa dolcezza, espressività dei volti, la fatica intesa come ineluttabile destino. Tutte queste sono espressione della grandezza e dell’intenso rapporto con la verità del mondo di Van Gogh
 
Vincent Van Gogh, Pini al tramonto, Dicembre 1889, Olio su tela, 91,5x72 cm, © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands.
Vincent Van Gogh, Pini al tramonto, Dicembre 1889, Olio su tela, 91,5x72 cm, © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands.
 
Particolare enfasi è data al periodo del soggiorno parigino in cui Van Gogh si dedica a un’accurata ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti, con la conquista di un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante. 
Si rafforza anche il suo interesse per la fisionomia umana, determinante anche nella realizzazione di una numerosa serie di autoritratti, volontà di lasciare una traccia di sé e la convinzione di aver acquisito nell’esperienza tecnica una fecondità ben maggiore rispetto al passato. 
È di questo periodo l’Autoritratto a fondo azzurro con tocchi verdi del 1887, presente in mostra, dove l’immagine dell’artista si staglia di tre quarti, lo sguardo penetrante rivolto allo spettatore mostra un’insolita fierezza, non sempre evidente nelle complesse corde dell’arte di Van Gogh. I rapidi colpi di pennello, i tratti di colore steso l’uno accanto all’altro danno notizia della capacità di penetrare attraverso l’immagine un’idea di sé tumultuosa, di una sgomentante complessità. 
 
Vincent Van Gogh, Il seminatore, Giugno 1888, Olio su tela, 64,2x80,3 cm, © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands.
Vincent Van Gogh, Il seminatore, Giugno 1888, Olio su tela, 64,2x80,3 cm, © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands.
 
L’immersione nella luce e nel calore del sud, a partire dal 1887, genera aperture ancora maggiori verso eccessi cromatici e il cromatismo e la forza del tratto si riflettono nella resa della natura. Ecco quindi che torna l’immagine de Il Seminatore realizzato ad Arles nel giugno 1888, con la quale Van Gogh avverte che si può giungere a una tale sfera espressiva solo attraverso un uso metafisico del colore
 
E così Il giardino dell’ospedale a Saint-Rémy (1889) assume l’aspetto di un intricato tumulto, mentre lo scoscendimento di un Burrone (1889) sembra inghiottire ogni speranza e la rappresentazione di un Vecchio disperato (1890) diviene immagine di una disperazione fatale. 
 
Con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, la mostra è prodotta da Arthemisia, realizzata in collaborazione con il Kröller Müller Museum di Otterlo ed è curata da Maria Teresa Benedetti con Francesca Villanti. Il catalogo è edito da Skira. 
 
Informazioni sulla mostra
Van Gogh, capolavori dal Kröller-Müller Museum. A Roma, Palazzo Bonaparte dall'8 ottobre 2022 al 26 marzo 2023. Aeroporti: Roma Fiumicino e Roma Ciampino.
 
A cura di Nicolò Villa
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Fonte testo e foto: © Ufficio Stampa Mostra.
 

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 Roma Foto: Copyright © Sisterscom.com / Shutterstock
 

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