29 novembre 2019

A Palermo la mostra "Quando le statue sognano" fino al 29 Marzo 2020

Frammenti da un museo in transito al Museo Archeologico Salinas
Artisti contemporanei in dialogo con i reperti del Museo archeologico Salinas che apre un’area mai vista prima, in attesa del completamento del restauro. Ritorna in esposizione il famoso Ariete bronzeo, si mostrano per la prima volta le teste votive di Cales e altre opere conservate nei depositi; si ammira la Menade in una nuova collocazione scenografica, sotto lo straordinario soffitto seicentesco in legno dipinto, mai presentato prima. Le foto di Scianna del 1984 raccontano Borges ormai cieco che “sfiora” le sculture tentando di “leggerne” i contorni. Il segno grafico di Rub Kandy.
 
Dalle metope dei Templi di Selinunte – il più importante complesso scultoreo dell’arte greca d'Occidente – alla Pietra di Palermo, reperto egizio della metà del II millennio a.C. circa, dalle raccolte di vasi etruschi della collezione Bonci Casuccini all’Ariete in bronzo di Siracusa, il Museo Salinas di Palermo, con la sua storia lunga oltre due secoli, raccoglie una delle collezioni archeologiche più prestigiose in Italia e nel mondo. Ma è anche un Museo che deve fare i conti con un complesso restauro che attualmente non consente la visita nella sua interezza. In attesa del riallestimento definitivo, ha preso corpo un progetto che permetterà di restituire al pubblico alcuni spazi di questo luogo straordinario, che riapriranno del tutto solo al termine dei lavori, in via di completamento.
 
Quando le statue sognano. Frammenti di un museo in transito, 2019. Installation view © Museo Salinas, Palermo. Ph. Courtesy Museo Salinas.

Una vera riappropriazione dello spazio: il 28 novembre alle 19 si è inaugurata al Museo Archeologico Salinas la mostra in due capitoli Quando le statue sognano – curata da Caterina Greco, direttrice del Museo, e dal critico d’arte Helga Marsala - e si è avviata una serie di prossimi eventi collaterali, racchiusi dal sottotitolo Frammenti di un museo in transito. Attraverso spazi dell’ex monastero dei Padri Filippini mai aperti prima, ambienti riportati alla luce, manufatti di epoca borbonica, opere finora conservate nei depositi. Un progetto del Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, realizzato dal Salinas, con la collaborazione di CoopCulture.
 
"Il Salinas è uno dei musei più prestigiosi d'Italia – spiega il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Nasce per essere un museo archeologico, anche per volontà del suo fondatore, e invece adesso si apre anche ad altre espressioni artistiche. ... Vogliamo rendere i Parchi archeologici assolutamente adeguati agli standard europei per diventare poli d'attrazione turistica. Siamo in continuo impegno, non ci fermiamo, andiamo avanti senza tregua perché Palermo e la Sicilia possano continuare a puntare e credere sul segmento del turismo culturale che già nell'ultimo periodo ha registrato tassi di presenza inimmaginabili fino a qualche anno fa".
Interviene anche il Dirigente generale dell'assessorato Sergio Alessandro "Uno scrigno come il Museo Salinas valorizzi, con una chiara volontà di rilancio, nuovi spazi e antichi tesori - inclusi quelli in fase di allestimento e in deposito - è un fatto di passione, ma soprattutto di dovere".
 
Tra i depositi, i corridoi disabitati e le sale vuote del museo - il più antico della Sicilia - i progetti per la mostra hanno preso forma: luoghi precipitati in un silenzio onirico, per l'occasione tramutati in set e serbatoi di suggestioni per produzioni contemporanee, in stretto dialogo con i reperti archeologici. "Un programma che si estenderà nel corso dei prossimi mesi, pensato per trasformare l'attesa in nuovo contenuto: il tempo che separa dall'apertura degli ultimi due piani del Museo diventa occasione di scoperta, disvelamento, ricerca e comunicazione" spiegano il direttore del Salinas, Caterina Greco che firma la mostra con Helga Marsala.
 
Quando le statue sognano. Frammenti di un museo in transito, 2019. Installation view © Museo Salinas, Palermo. Ph. Courtesy Museo Salinas.
 
Gli artisti
Il percorso si apre con una preziosa serie di scatti di Ferdinando Scianna (Bagheria, Palermo, 1943). Le fotografie, realizzate dal maestro siciliano proprio al Salinas, nel 1984, ritraggono Jorge Luis Borges, anziano e già cieco, mentre sfiora alcune statue della collezione, nel tentativo di “vederle” con le mani. Un dialogo intimo tra il grande poeta - che sulla dimensione del sogno e la condizione del buio scrisse pagine memorabili - e i corpi marmorei ospitati tra le sale del museo: una muta conversazione, un ideale “reciproco ascolto”, di cui Scianna colse le intensità e i movimenti, nel buio di un’invisibilità tramutata in visione interiore.
 
Lungo il percorso si alternano poi le opere contemporanee di Alessandro Roma (Milano, 1977), 108/Guido Bisagni (Alessandria, 1978) e Fabio Sandri (Valdagno, Vi, 1964), in dialogo con alcuni reperti delle collezioni archeologiche: tutti materiali recuperati, riscoperti e individuati dai curatori, in accordo con gli stessi artisti. Una selezione che si concentra sull’antica Roma e sull’eredità della cultura greca, in un susseguirsi di corsi e ricorsi, temi, opere, mutamenti e assonanze, che riflettono il complesso processo di formazione del moderno Museo.
 
In mostra sono inoltre già presenti due importanti anteprime del futuro allestimento: nella Stanza del Mosaico la straordinaria Menade Farnese, esposta in rare occasioni - inclusa una recente mostra al Museo Salinas -, valorizzata qui da una collocazione dal forte impatto visivo, mentre nel prolungamento della Sala Ipostila sarà visibile il maestoso Ariete bronzeo da Siracusa, donato al museo dal Re Vittorio Emanuele II. Felice debutto, invece, per le teste votive di Cales, da un’affascinante serie di ex voto in terracotta (IV-II secolo a.C): acquisite a metà Ottocento dal Museo della Regia Università di Palermo, non erano mai state esposte tra le sale del Museo.
 
Quando le statue sognano. Frammenti di un museo in transito, 2019. Installation view © Museo Salinas, Palermo. Ph. Courtesy Museo Salinas.
 
Il Museo Archeologico Antonino Salinas
Il Museo Archeologico A. Salinas di Palermo, già Museo Nazionale, è la più importante istituzione pubblica museale della Sicilia e il museo archeologico più antico dell'isola. Conserva una delle più ricche e importanti collezioni d'arte greca e punica del Mediterraneo. Formatosi nel 1814 come Museo dell'Università, dove erano confluite alcune delle principali collezioni archeologiche e storico-artistiche siciliane, nel 1860 divenne Museo Nazionale. Fulcro dell'esposizione rimane la sala che ospita da 150 anni le famose metope dei Templi selinuntini, il più importante complesso scultoreo dell'arte greca d'Occidente. Dal 2009 al luglio 2016 il seicentesco complesso monumentale dei Padri Filippini, è stato sottoposto a un integrale lavoro di restauro. Attualmente è possibile visitare il nuovo allestimento del piano terra che ospita la parte più rilevante delle collezioni arricchita dalla recente apertura della terza corte "la nuova agorà del Salinas" dove sono esposti il monumentale frontone del Tempio C di Selinunte e il complesso scultoreo delle gronde leonine del tempio di Himera. Il nuovo percorso si sviluppa attorno a due chiostri e comprende anche le celle aperte verso il portico della corsia settentrionale del Chiostro Maggiore, adibite a nuovi spazi espositivi. Al loro interno e lungo il portico trovano posto, oltre a importanti opere – il torso dello Stagnone, i famosi sarcofagi fenici della Cannita e la colossale statua di Zeus proveniente da Solunto – anche le splendide oreficerie dalla necropoli di Tindari, diverse epigrafi e una originale meridiana di marmo; il complesso di vasi, epigrafi e sculture da Centuripe, i materiali dalla necropoli di Randazzo, alcuni vasi figurati dalla necropoli di Agrigento e sculture architettoniche e materiali votivi dai santuari agrigentini, oltre alla collezione del console inglese Robert Fagan che comprende anche un frammento del fregio orientale del Partenone. Sul lato occidentale del Chiostro Maggiore inoltre una saletta racconta la storia della scrittura attraverso alcuni preziosi reperti, tra cui la famosa Pietra di Palermo con la cronaca di circa 700 anni di vita egiziana e gli annali delle prime cinque dinastie (3100-2300 a.C.) e tre degli otto Decreti entellini iscritti su tavolette di bronzo. L'intera ala orientale dell'edificio è dedicata a Selinunte, con le sue otto sale che ruotano intorno al Terzo cortile, o nuova agorà del Salinas. Attraverso i reperti esposti è possibile ricostruire la vita della più occidentale delle città greche di Sicilia: con i suoi culti, l'architettura, la scultura, l'ideologia funeraria.
 
Informazioni sulla mostra 
Quando le statue sognano. Frammenti da un museo in transito“. Sede: Museo Archeologico Salinas. Piazza Bara all’Olivella, Palermo. Orari: martedì | sabato 9 > 18; domenica e festivi: 9.30 > 13.30; chiuso il lunedì. Date: dal 29 Novembre 2019 al 29 Marzo 2020
 
A cura di Nicolò Villa
Fonte testi: © Ufficio Stampa Mostra/Ufficio Stampa CoopCulture Palermo.
Visual: © Ph. Mimmo Rubino. Foto installation view: © Museo Salinas, Palermo. Ph. Courtesy Museo Salinas.
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