06 settembre 2018

Venezia. Willy Ronis.

Dal 6 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 presso la Casa dei Tre Oci di Venezia
La mostra è la più completa retrospettiva del grande fotografo francese Willy Ronis in Italia e si tiene a Venezia, con fotografie, documenti, libri e lettere mai esposti prima d’ora.
 
Infatti, da oggi e fino al 6 gennaio 2019, la Casa dei Tre Oci di Venezia rende omaggio al grande fotografo francese Willy Ronis (1910-2009), con la più completa retrospettiva mai tenuta in Italia.
L’esposizione, curata da Matthieu Rivallin, coprodotta dal Jeu de Paume di Parigi e dalla Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, Ministry of culture – France, con la partecipazione della Fondazione di Venezia, organizzata da Civita Tre Venezie, presenta 120 immagini vintage, tra cui una decina inedite dedicate a Venezia, in grado di ripercorre l’intera carriera di uno dei maggiori interpreti della fotografia del Novecento e protagonista della corrente umanista francese, insieme a maestri quali Brassaï, Gilles Caron, Henri Cartier-Bresson, Raymond Depardon, Robert Doisneau, Izis, André Kertész, Jacques-Henri Lartigue e Marc Riboud.
 
Willy Ronis, Fondamente Nuove, Venise, 1959. Willy Ronis, Ministère de la Culture / Médiathèque de l’architecture et du patrimoine /Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis.
 
Willy Ronis, Le Petit Parisien, 1952. Willy Ronis, Ministère de la Culture / Médiathèque de l’architecture et du patrimoine /Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis.
Il movimento umanista dimostrava il suo interesse verso la condizione umana e la quotidianità più semplice e umile, per scoprirvi un significato esistenziale universale.
 
Attraverso le sue immagini, Ronis sviluppa una sorta di micro-racconti costruiti partendo dai personaggi e dalle situazioni tratte dalla strada e dalla vita di tutti i giorni, che lo portano a estasiarsi davanti alla realtà e a osservare la fraternità dei popoli.
 
Se è vero che le sue fotografie corrispondono, in una certa misura, a una visione ottimista della condizione umana, Ronis non ne cela l’ingiustizia sociale e s’interessa alle classi più povere.
 
La sua sensibilità nei confronti delle lotte quotidiane per la sopravvivenza in un contesto professionale, familiare e sociale precario, rivela che le sue convinzioni politiche, militante comunista, lo conducevano a un impegno attivo, attraverso la produzione e la circolazione di immagini della condizione e delle lotte operaie.
 
 
Willy Ronis, Vincent, sur la route des vacances, 1946. Willy Ronis, Ministère de la Culture / Médiathèque de l’architecture et du patrimoine /Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis.
Sebbene la maggior parte delle sue immagini più riprodotte siano state scattate in Francia, sin dalla sua giovinezza Ronis non ha smesso di viaggiare e fotografare altri luoghi. Il suo stile resta intimamente legato al suo vissuto e al suo modo di intendere la fotografia.
 
Non esitava, infatti, a rievocare la sua vita e il suo contesto politico e ideologico. I suoi scatti e i suoi testi raccontano un artista desideroso prima di tutto di esplorare il mondo, spiandolo in segreto, aspettando pazientemente che esso gli sveli i suoi misteri.
 
Ai suoi occhi è più importante ricevere le immagini che andarle a cercare, assorbire il mondo esteriore piuttosto che coglierlo e, da qui, costruire la sua storia.
 
La mostra si arricchisce di due video:
  • "Ritratto filmato, Willy Ronis", realizzato nel 2009-2010 da Philippe Lecrosnier e Peter Burchett (durata 15’); 
  • "Willy Ronis. Fotografie 1934-1998" realizzato in occasione dell’esposizione ai Tre Oci da Marco Zamata (2018, durata 10’). 
 
La mostra si tiene presso la Casa dei Tre Oci Fondamenta delle Zitelle, 43, Giudecca, Venezia, che è raggiungibile con vaporetto (fermata Zitelle Da p.le Roma e dalla Ferrovia linea 4.1 - 2 Da San Zaccaria linea 2 - 4.2) ed è aperta tutti i giorni 10-19 e chiusa i martedì. L'esposizione è dog friendly. Per ulteriori informazioni: www.treoci.org
 
A cura di Nicolò Villa
Copyright © Sisterscom.com
Fonte, Foto: Ufficio Stampa Tre Oci
Crediti foto: Willy Ronis, Ministère de la Culture / Médiathèque de
l’architecture et du patrimoine /Dist RMN-GP © Donation Willy Ronis.
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