24 settembre 2018

Chi ha paura del disegno?

Al Museo del Novecento di Milano dal 23 novembre 2018 al 24 febbraio 2019
Chi ha paura del disegno? Opere su carta del ‘900 italiano dalla Collezione Ramo ha un titolo, volutamente provocatorio ed ironizza sulla mancanza di una cultura del disegno.
 
Il Museo del Novecento di Milano presenta una grande mostra con più di cento opere, da Boccioni a Paolini, passando per Savinio, Fontana, Melotti, Rama, Castellani, Mauri, Agnetti, Mondino, Schifano, Pascali, Boetti, Salvo e molti altri. La collezione privata milanese si svela al pubblico per la prima volta, presentando anche un’importante pubblicazione sul tema.
 
Umberto Boccioni, Controluce, 1910, matita grafite e inchiostro nero su carta, 37.7 x 48.9 cm.
 
La scelta delle opere, dal grande impatto visivo, e l’allestimento al di fuori delle modalità tradizionali, conferiscono al disegno l’importanza che merita nella storia dell’arte e ne esaltano la fruizione.
 
Un’ampia selezione di lavori dei più rappresentativi artisti italiani del XX secolo, e di altri ancora da riscoprire, provenienti dalla prestigiosa Collezione Ramo, una delle maggiori raccolte private di opere su carta del XX secolo, iniziata alcuni anni fa dall’imprenditore milanese Giuseppe Rabolini che con sensibilità e lungimiranza aveva creduto nella forza e nelle qualità uniche del disegno. 
 
 
Domenico Gnoli. Caprice n. 6 - The apple, 1955.
Acquerello, inchiostro e matita grafite su carta, 99.5 x 70.1 cm
 
Con più di 500 opere, la raccolta Ramo ripercorre le tappe della storia dell’arte italiana a partire dal disegno, come espressione primaria della ricerca artistica novecentesca.
 
Dal primo ‘900, la collezione segue le tracce su carta dei maggiori protagonisti delle avanguardie storiche fino ai primi anni Novanta.
 
Lo scopo della collezione è testimoniare la grande importanza dell’arte italiana del secolo scorso promuovendo una cultura del disegno dal valore autonomo, al pari di pittura e scultura.
 
La scelta delle opere è basata su temi trasversali che caratterizzano la storia dell’arte italiana del secolo scorso, analizzati in diversi periodi storici, come le tipologie di astrattismo, i disegni degli scultori, i riferimenti alla storia dell’arte antica, l’uso della parola combinata con l’immagine e altre peculiarità di stile e contenuto, tipiche della sola arte italiana su carta.
 
Alighiero Boetti, Senza titolo, 1965, china e china acquerellata su carta, 79.9 x 99.9 cm.
Un'occasione per vedere disegni inediti e grandi capolavori che offrono una nuova lettura di artisti conosciuti soprattutto per la produzione su tela come Cagnaccio di San Pietro, Tancredi, Gnoli, Burri, o per la scultura come Wildt, Marini, Consagra.
 
Ci sarà anche l’opportunità di vedere la produzione iniziale o tarda, solitamente meno nota ma interessantissima di artisti come Rho, Sant’Elia, Munari o quella su carta di artisti noti per le installazioni con materiali poveri come Merz, Kounellis, Anselmo e Calzolari.
 
Olga Carol Rama. Senza titolo, 1977. Camera d'aria, vinilpelle e matita colorata su cartoncino nero, 50.3 x 69.2 cm.
Inoltre, la collezione del Museo del Novecento offre al visitatore la possibilità di un confronto diretto con i dipinti e le sculture della collezione permanente, i cui autori in gran parte coincidono con quelli della Collezione Ramo.
 
Contestualmente alla mostra, la Collezione Ramo presenta la pubblicazione Disegno Italiano del XX secolo, a cura di Irina Zucca Alessandrelli, edita da Silvana Editoriale, che ripercorre un viaggio nella storia del disegno italiano, a partire dalle opere presenti nella raccolta.
 
 
Info: Museo del Novecento, piazza Duomo 8, Milano. Orari: lunedì 14.30-19.30 martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30, giovedì e sabato 9.30-22.30. Dal 23 novembre 2018 al 24 febbraio 2019.
 
A cura di Nicolò Villa
Tutti i diritti riservati. © Riproduzione Riservata.
Visual: Fabio Mauri, Schermo Fine, anni '60.
Fonte e foto: Ufficio stampa Comune di Milano; Ufficio Stampa Collezione Ramo
Ti potrebbe interessare
I testi sono coperti da copyright e non possono essere copiati.
Se vuoi puoi condividere questa pagina.