05 febbraio 2026

L'impero del sonno al Musée Marmottan Monet di Parigi

Una grande mostra esplora il sonno e il sogno nell’arte, dall’Antichità al Novecento esponendo opere di grandi artisti

Fino al 1° marzo 2026, il Musée Marmottan Monet di Parigi presenta “L’Impero del sonno”, una mostra che affronta per la prima volta in Francia il tema del sonno nella sua rappresentazione artistica. Un percorso espositivo che attraversa secoli di storia dell’arte e della cultura, indagando uno stato universale e misterioso che occupa, si dice, circa un terzo della vita umana.

 

Federico Zandomeneghi (1841-1917), Jeune fille endormie dit aussi Intérieur avec figure féminine endormie [Fanciulla dormiente (interno con figura femminile che dorme)], 1878, Huile sur toile, 60 x 74 cm, Florence, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti © Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi
Federico Zandomeneghi (1841-1917), Jeune fille endormie dit aussi Intérieur avec figure féminine endormie [Fanciulla dormiente (interno con figura femminile che dorme)], 1878, Huile sur toile, 60 x 74 cm, Florence, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti © Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi

 

Curata da Laura Bossi, neurologa e storica della scienza, con la collaborazione di Sylvie Carlier, direttrice delle collezioni del museo, e l'assistente curatoriale Anne-Sophie Luyton, l’esposizione mette in dialogo 130 opere tra pittura, scultura, disegno, incisione e libri illustrati, offrendo una lettura trasversale del sonno come esperienza fisica, simbolica ed immaginativa. Il periodo storico trattato va dal "lungo Ottocento", dall'Illuminismo alla Prima Guerra Mondiale, includendo anche una selezione di opere storiche e contemporanee.

 

Charles-Émile-Auguste Carolus-Duran (1838-1917) L’homme endormi, 1861, Huile sur toile, 87 x 85 cm, Lille, Palais des Beaux-Arts Copyright © GrandPalaisRmn (PBA, Lille) / Philipp Bernard
Charles-Émile-Auguste Carolus-Duran (1838-1917) L’homme endormi, 1861, Huile sur toile, 87 x 85 cm, Lille, Palais des Beaux-Arts, Copyright © GrandPalaisRmn (PBA, Lille) / Philipp Bernard

 

In mostra si possono ammirare alcune opere d'arte emblematiche legate al tema del sonno e del sogno, tra cui “Il sonno della ragione genera mostri” di Francisco Goya, gli incubi visionari di Johann Heinrich Füssli, “Il sonnambulo” di Gustave Courbet, la celebre serie “Il guanto” di Max Klinger, “Il nottambulo” di Edvard Munch, la Fanciulla dormiente di Federico Zandomeneghi e i mondi onirici di “Little Nemo in Slumberland” di Winsor McCay, che attraversano epoche e linguaggi diversi ed offrono una lettura potente e universale dell’immaginario notturno. Ma anche opere di altri grandi artisti come Claude Monet, Rembrandt, Ingres, Eugène Delacroix, Rodin o Picasso.

 

George Frederic Watts (1817-1904) Endymion, 1903 - 1904, Huile sur toile, 104,1 x 121,9 cm, Compton, Surrey, Watts Gallery Copyright © Watts Gallery Trust
George Frederic Watts (1817-1904) Endymion, 1903 - 1904, Huile sur toile, 104,1 x 121,9 cm, Compton, Surrey, Watts Gallery, Copyright © Watts Gallery Trust

 

Un viaggio artistico tra quiete, sogni e inquietudini

Il percorso della mostra si articola in otto sezioni tematiche, che accompagnano il visitatore dalle rappresentazioni più serene del dormire fino alle dimensioni più oscure e perturbanti del sogno. Nell'esposizione si scopre il “dolce sonno”, associato a pace, abbandono e felicità, per passare al "sonno dell'innocenza", come quello dei bambini o degli animali, simbolo di beatitudine, e al "sonno erotico", espressione di intimità degli amanti che si rivela in corpi nudi, maschili e femminili, ninfe o veneri dormienti.

 

Claude Monet (1840-1926), Camille sur son lit de mort, 1879, Huile sur toile, 90 x 68 cm, Paris, musée d’Orsay Copyright © GrandPalaisRmn (musée d’Orsay) / Patrice Schmidt
Claude Monet (1840-1926), Camille sur son lit de mort, 1879, Huile sur toile, 90 x 68 cm, Paris, musée d’Orsay, Copyright © GrandPalaisRmn (musée d’Orsay) / Patrice Schmidt

 

Il percorso esplora anche il legame profondo tra "sonno e morte", una relazione simbolica presente fin dall’Antichità e le figure del "sonno nella Bibbia" con Adamo, Noè, Giobbe, Giovanni nell’Ultima Cena, gli apostoli nell’Orto degli Ulivi o la Dormizione della Vergine. Nella mostra si rivelano anche le "porte dei sogni", dove l’immaginazione prende il sopravvento sulla realtà. Qui il dormiente diventa il tramite verso il mondo onirico, fatto di visioni, desideri e paure.

 

Evelyn De Morgan (1855-1919), Nuit et Sommeil [Night and Sleep], 1878, Huile sur toile, 108,8 x 157,8 cm, Barnsley, De Morgan Foundation © Trustees of the De Morgan Foundation
Evelyn De Morgan (1855-1919), Nuit et Sommeil [Night and Sleep], 1878, Huile sur toile, 108,8 x 157,8 cm, Barnsley, De Morgan Foundation © Trustees of the De Morgan Foundation

 

Fin dai tempi di Omero, si è tentato di interpretare i sogni in senso profetico. Fu nel XIX secolo che iniziò uno studio scientifico sui sogni, con le opere di Alfred Maury (1861) e Hervey de Saint Denis (1867). L'interpretazione dei sogni di Freud fu pubblicata nel 1899 e tradotta in francese nel 1926. I sogni non erano più visti come profetici, ma come riflessivi; non rivelavano il futuro, ma il passato. Da allora, sonno e sogni hanno popolato le opere dei simbolisti con la rappresentazione della vita interiore, come Odilon Redon, Khnopff, Max Klinger e Kubin.

 

Eugène Delacroix (1798-1863), Le lit défait, Vers 1824, Graphite et aquarelle sur papier, 18,3 x 29,8 cm, Paris, musée national Eugene-Delacroix Copyright © GrandPalaisRmn (musée du Louvre) / Rachel Prat
Eugène Delacroix (1798-1863), Le lit défait, Vers 1824, Graphite et aquarelle sur papier, 18,3 x 29,8 cm, Paris, musée national Eugene-Delacroix, Copyright © GrandPalaisRmn (musée du Louvre) / Rachel Prat

 

Altre sezioni della mostra affrontano i lati più complessi ed inquieti del sonno agitato: incubi, sonnambulismo e il “sonno disturbato”, quando la perdita di controllo razionale genera visioni mostruose e profonde riflessioni sull’inconscio. Nell'arte si ritrova, ad esempio, nel XVIII secolo con Goya, Füssli e Blake che tentarono di dare forma alle figure degli incubi. Invece, i Romantici esplorarono inconscio, fenomeni medianici, follia e sonnambulismo. Mentre i Surrealisti utilizzarono l'ipnosi come processo "creativo".

 

Johann Heinrich Füssli (1741-1825), L’Incube s’envolant, laissant deux jeunes femmes 1780, Huile sur toile, 86,4 x 110,5 cm, Paris, collection Farida et Henri Seydoux, © Collection Farida et Henri Seydoux, Paris
Johann Heinrich Füssli (1741-1825), L’Incube s’envolant, laissant deux jeunes femmes 1780, Huile sur toile, 86,4 x 110,5 cm, Paris, collection Farida et Henri Seydoux, © Collection Farida et Henri Seydoux, Paris
Jean Auguste Dominique Ingres (1780-1867), Jupiter et Antiope, 1851, Huile sur toile, 32,5 x 43,5 cm, Paris, musée d’Orsay, dépôt du musée du Louvre - département des Peintures © GrandPalaisRmn (musée d’Orsay) / Franck Raux
Jean Auguste Dominique Ingres (1780-1867), Jupiter et Antiope, 1851, Huile sur toile, 32,5 x 43,5 cm, Paris, musée d’Orsay, dépôt du musée du Louvre - département des Peintures © GrandPalaisRmn (musée d’Orsay) / Franck Raux

 

Un tema universale tra arte, mito e scienza

Attraverso riferimenti che spaziano dalla mitologia classica alle narrazioni bibliche, dalla letteratura all’arte moderna e contemporanea, la mostra mette in luce l’ambiguità del sonno: stato di riposo e bellezza, ma anche territorio dell’ignoto. Figure mitiche come Hypnos, Thanatos ed Eros, così come celebri interpretazioni artistiche del sogno e dell’incubo, contribuiscono a costruire una narrazione ricca e stratificata.

 

Anonyme, Jeune fille endormie, vers 1615-1620, Huile sur toile, 67,5 x 74 cm, Budapest, Szépmvészeti Múzeum / Museum of Fine Art Copyright © Szépmvészeti Múzeum/ Museum of Fine Arts, Budapest
Anonyme, Jeune fille endormie, vers 1615-1620, Huile sur toile, 67,5 x 74 cm, Budapest, Szépmvészeti Múzeum / Museum of Fine Art © Szépmvészeti Múzeum/ Museum of Fine Arts, Budapest

 

La mostra “L’Impero del sonno” è concepita come un omaggio alla poesia, all’immaginazione ed alla creatività, ma anche come un dialogo tra arte e scienza, grazie allo sguardo interdisciplinare della curatela.

 

Informazioni utili per la visita

Mostra: L’Impero del sonno
Sede: Musée Marmottan Monet
Indirizzo: 2, rue Louis-Boilly, 75016, Parigi
Date: dal 9 ottobre 2025 al 1° marzo 2026

Orari di apertura: da martedì a domenica: 10:00-18:00. Apertura serale il giovedì fino alle 21:00. Chiuso il lunedì.

Biglietti: Intero: 14 €; Ridotto: 9 €. Gratuito per i minori di 7 anni.

Come arrivare: Metro: La Muette (Linea 9) / RER: Boulainvilliers (Linea C) / Bus: 32, 63, 22, 52, 70, PC1.

Audioguida: disponibile in francese e inglese (4 €)
Info: www.marmottan.fr

 

A cura di Nicole Villa, Avion Tourism Magazine
Fonte testo e foto: Copyright © Ufficio Stampa Musée Marmottan Monet
Crediti foto indicati nelle didascalie.
Foto visual: Francisco José de Goya y Lucientes (1746-1828) Le sommeil [El sueno], 1790, Huile sur toile, 46,5 × 76 cm, Dublin, National Gallery of Ireland, © National Gallery of Ireland.
Foto Parigi: Copyright © Sisterscom.com / Depositphotos

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Parigi Foto: Copyright © Sisterscom.com / Depositphotos
 

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