L'impero del sonno al Musée Marmottan Monet di Parigi
Fino al 1° marzo 2026, il Musée Marmottan Monet di Parigi presenta “L’Impero del sonno”, una mostra che affronta per la prima volta in Francia il tema del sonno nella sua rappresentazione artistica. Un percorso espositivo che attraversa secoli di storia dell’arte e della cultura, indagando uno stato universale e misterioso che occupa, si dice, circa un terzo della vita umana.
Curata da Laura Bossi, neurologa e storica della scienza, con la collaborazione di Sylvie Carlier, direttrice delle collezioni del museo, e l'assistente curatoriale Anne-Sophie Luyton, l’esposizione mette in dialogo 130 opere tra pittura, scultura, disegno, incisione e libri illustrati, offrendo una lettura trasversale del sonno come esperienza fisica, simbolica ed immaginativa. Il periodo storico trattato va dal "lungo Ottocento", dall'Illuminismo alla Prima Guerra Mondiale, includendo anche una selezione di opere storiche e contemporanee.
In mostra si possono ammirare alcune opere d'arte emblematiche legate al tema del sonno e del sogno, tra cui “Il sonno della ragione genera mostri” di Francisco Goya, gli incubi visionari di Johann Heinrich Füssli, “Il sonnambulo” di Gustave Courbet, la celebre serie “Il guanto” di Max Klinger, “Il nottambulo” di Edvard Munch, la Fanciulla dormiente di Federico Zandomeneghi e i mondi onirici di “Little Nemo in Slumberland” di Winsor McCay, che attraversano epoche e linguaggi diversi ed offrono una lettura potente e universale dell’immaginario notturno. Ma anche opere di altri grandi artisti come Claude Monet, Rembrandt, Ingres, Eugène Delacroix, Rodin o Picasso.
Un viaggio artistico tra quiete, sogni e inquietudini
Il percorso della mostra si articola in otto sezioni tematiche, che accompagnano il visitatore dalle rappresentazioni più serene del dormire fino alle dimensioni più oscure e perturbanti del sogno. Nell'esposizione si scopre il “dolce sonno”, associato a pace, abbandono e felicità, per passare al "sonno dell'innocenza", come quello dei bambini o degli animali, simbolo di beatitudine, e al "sonno erotico", espressione di intimità degli amanti che si rivela in corpi nudi, maschili e femminili, ninfe o veneri dormienti.
Il percorso esplora anche il legame profondo tra "sonno e morte", una relazione simbolica presente fin dall’Antichità e le figure del "sonno nella Bibbia" con Adamo, Noè, Giobbe, Giovanni nell’Ultima Cena, gli apostoli nell’Orto degli Ulivi o la Dormizione della Vergine. Nella mostra si rivelano anche le "porte dei sogni", dove l’immaginazione prende il sopravvento sulla realtà. Qui il dormiente diventa il tramite verso il mondo onirico, fatto di visioni, desideri e paure.
Fin dai tempi di Omero, si è tentato di interpretare i sogni in senso profetico. Fu nel XIX secolo che iniziò uno studio scientifico sui sogni, con le opere di Alfred Maury (1861) e Hervey de Saint Denis (1867). L'interpretazione dei sogni di Freud fu pubblicata nel 1899 e tradotta in francese nel 1926. I sogni non erano più visti come profetici, ma come riflessivi; non rivelavano il futuro, ma il passato. Da allora, sonno e sogni hanno popolato le opere dei simbolisti con la rappresentazione della vita interiore, come Odilon Redon, Khnopff, Max Klinger e Kubin.
Altre sezioni della mostra affrontano i lati più complessi ed inquieti del sonno agitato: incubi, sonnambulismo e il “sonno disturbato”, quando la perdita di controllo razionale genera visioni mostruose e profonde riflessioni sull’inconscio. Nell'arte si ritrova, ad esempio, nel XVIII secolo con Goya, Füssli e Blake che tentarono di dare forma alle figure degli incubi. Invece, i Romantici esplorarono inconscio, fenomeni medianici, follia e sonnambulismo. Mentre i Surrealisti utilizzarono l'ipnosi come processo "creativo".
Un tema universale tra arte, mito e scienza
Attraverso riferimenti che spaziano dalla mitologia classica alle narrazioni bibliche, dalla letteratura all’arte moderna e contemporanea, la mostra mette in luce l’ambiguità del sonno: stato di riposo e bellezza, ma anche territorio dell’ignoto. Figure mitiche come Hypnos, Thanatos ed Eros, così come celebri interpretazioni artistiche del sogno e dell’incubo, contribuiscono a costruire una narrazione ricca e stratificata.
La mostra “L’Impero del sonno” è concepita come un omaggio alla poesia, all’immaginazione ed alla creatività, ma anche come un dialogo tra arte e scienza, grazie allo sguardo interdisciplinare della curatela.
Informazioni utili per la visita
Mostra: L’Impero del sonno
Sede: Musée Marmottan Monet
Indirizzo: 2, rue Louis-Boilly, 75016, Parigi
Date: dal 9 ottobre 2025 al 1° marzo 2026
Orari di apertura: da martedì a domenica: 10:00-18:00. Apertura serale il giovedì fino alle 21:00. Chiuso il lunedì.
Biglietti: Intero: 14 €; Ridotto: 9 €. Gratuito per i minori di 7 anni.
Come arrivare: Metro: La Muette (Linea 9) / RER: Boulainvilliers (Linea C) / Bus: 32, 63, 22, 52, 70, PC1.
Audioguida: disponibile in francese e inglese (4 €)
Info: www.marmottan.fr