Porsche Mission S, il nuovo manifesto del design sportivo
Con Mission S, Porsche anticipa l’evoluzione della propria identità stilistica e apre una nuova fase nella strategia del Marchio. Il progetto nasce nell’ambito del riorientamento Sportwagenschmiede ’35 e combina riferimenti alla tradizione Porsche con un’architettura da supersportiva a motore centrale e una forte attenzione al rapporto tra guidatore e vettura.
La Mission S non è concepita come un esercizio isolato: Porsche ha annunciato lo sviluppo di una nuova piattaforma per supersportive a motore centrale, destinata a una futura gamma permanente posizionata al di sopra della 911 e articolata in diverse varianti.
Un design che parte dalle icone Porsche
Autenticità, coerenza e intramontabilità sono i principi alla base del progetto. All’esterno, i parafanghi “torpedo”, la linea del tetto e il rapporto tra larghezza e altezza definiscono l’architettura della vettura, mentre una linea continua collega le firme luminose anteriori e posteriori.
I richiami alla storia del Marchio sono numerosi: fari circolari e parafanghi pronunciati rimandano alla 911, le linee di giunzione ai modelli G, il frontale ribassato alla GT1 e la linea del tetto sotto l’alettone posteriore alla 959. Dalla GT1 deriva anche il concetto car-in-car del posteriore, mentre la ventola di raffreddamento si ispira alla Porsche 917 e i cerchi reinterpretano il classico motivo “a disco del telefono” della 928. Le proporzioni sono influenzate dall’architettura a motore centrale, che valorizza la tipica flyline Porsche, mentre l’alettone attivo completamente integrato combina funzione e design.
Interni essenziali e orientati al guidatore
L’abitacolo si ispira a modelli storici come 550 Spyder e 356 e adotta un’estetica purista, con due linee che attraversano plancia e pannelli porta e accentuano la sensazione di essere seduti profondamente all’interno della vettura.
Comandi analogici e digitali convivono senza moltiplicare gli schermi: interruttori e pulsanti classici affiancano display moderni, mentre i sedili introducono soluzioni come la chiusura della cintura integrata nella parte centrale dello schienale e una diversa disposizione delle regolazioni elettriche.
La palette riprende la tradizione Porsche Motorsport attraverso bianco ghiaccio metallizzato, rosso chiaro metallizzato, black chrome e special black.
Analogico e digitale nella Driver Experience
La nuova Driver Experience mette il conducente al centro dell’interazione con la vettura. Dietro il volante trovano posto cinque indicatori circolari, con il contagiri centrale dotato di lancetta analogica e display retrostante. La disposizione degli strumenti varia in funzione della modalità di guida selezionata.
La chiave resta posizionata a sinistra del volante, secondo la tradizione Porsche, mentre nuovi comandi push-pull consentono l’accesso diretto a diverse impostazioni di comfort e guida. Anche lo Sport Chrono viene reinterpretato combinando analogico e digitale. Porsche ha scelto di non integrare permanentemente né un display centrale né uno schermo dedicato al passeggero. Al loro posto compare un sistema retrattile per smartphone compatibile con MagSafe, utilizzabile per navigazione e informazioni di bordo. L’app My Porsche permette inoltre di accedere alle funzioni della vettura e di selezionare grafiche digitali ispirate a strumenti storici del Marchio.
Da New York alla futura gamma Porsche
La Mission S ha debuttato in anteprima mondiale su un molo nel Queens, a New York, lo stesso luogo in cui nel 1953 furono realizzate alcune delle prime immagini della Porsche 550 Spyder, modello che contribuì alla popolarità e al successo del Marchio negli Stati Uniti.