Milan Bergamo Airport, la strategia di sviluppo dal Piano 2030 alla visione 2043
Il futuro di un aeroporto si costruisce su più livelli: negli interventi che migliorano l’esperienza dei passeggeri, nelle infrastrutture che ridisegnano accessibilità e funzionalità dello scalo, ma anche nella capacità di pianificare con visione i prossimi decenni. A due anni dalla sua nomina a Direttore Generale di SACBO, Amelia Corti ripercorre una fase intensa per Milan Bergamo Airport, segnata da investimenti già visibili, da opere strategiche come il collegamento ferroviario (in corso d'opera a cura di RFI) e da un percorso di sviluppo che si muove lungo due direttrici complementari: da un lato il completamento del Piano di Sviluppo Aeroportuale 2030 già approvato, dall’altro una visione di più lungo termine che guarda fino al 2043. In questa intervista racconta le priorità che stanno guidando l’evoluzione di BGY tra accessibilità, innovazione, sostenibilità, sviluppo del network e una crescente specializzazione delle diverse aree dello scalo.
Negli ultimi due anni BGY ha attraversato una fase di trasformazione particolarmente intensa, tra la nuova area check-in, la riorganizzazione degli spazi dedicati ai passeggeri e il potenziamento dei controlli di sicurezza: quali sono gli interventi che ritiene più significativi tra quelli seguiti direttamente e quale impatto stanno già avendo sull’efficienza dello scalo e sulla qualità dell’esperienza aeroportuale?
"Senza dubbio la nuova area dei controlli di sicurezza, perché rappresenta uno dei cambiamenti più significativi sia sul piano tecnologico sia su quello dell’esperienza dei passeggeri. Questo intervento ci ha consentito di compiere un salto di qualità molto importante pur garantendo naturalmente anche in passato gli stessi standard di sicurezza richiesti. L’introduzione di nuove linee e di apparecchiature radiogene di ultima generazione ha permesso di rendere il processo molto più fluido e semplice per i viaggiatori. Penso, ad esempio, alla possibilità di non dover più estrarre dal bagaglio computer portatili, dispositivi elettronici o liquidi entro i limiti consentiti: un cambiamento concreto che incide in modo evidente sulla qualità dell’esperienza e sulla rapidità del passaggio ai controlli. A questo si aggiunge un secondo aspetto, altrettanto importante, che riguarda lo spazio fisico. La nuova area è molto diversa rispetto al passato: più ampia, più luminosa, meglio organizzata. Anche questo elemento ha un impatto diretto sulla percezione del passeggero. Disporre di un ambiente meno congestionato, con una migliore distribuzione dei flussi contribuisce a ridurre la pressione tipica di quest’area e a rendere tutto il percorso più ordinato e più sereno. Credo quindi che questo intervento sia particolarmente rappresentativo del lavoro svolto in questi due anni, perché unisce tre elementi essenziali: innovazione tecnologica, efficienza operativa e miglioramento concreto dell’esperienza del passeggero".
Tra i progetti più attesi figura il collegamento ferroviario con l’aeroporto, destinato a rafforzare in modo decisivo accessibilità e intermodalità: a che punto è oggi questo intervento e quale valore strategico potrà avere, una volta completato, per i passeggeri, per il territorio e per il posizionamento competitivo di BGY?
"Il collegamento ferroviario rappresenta senza dubbio uno dei progetti più importanti per il futuro di Milan Bergamo Airport ed è in fase di realizzazione. Poter contare sulla prospettiva di un collegamento ferroviario in un orizzonte temporale relativamente vicino cambia il modo in cui si immaginano l’accessibilità allo scalo, l’organizzazione degli spazi e, più in generale, le scelte progettuali legate allo sviluppo dello scalo. Le pianificazioni su cui abbiamo lavorato, sia quella riferita ai prossimi anni sia quella più ampia e prospettica, hanno tenuto conto di questa nuova modalità di connessione, che rappresenta un elemento destinato ad incidere in maniera profonda sul ruolo dell’aeroporto. Dal punto di vista operativo, va precisato che si tratta di un cantiere gestito direttamente da RFI. Per quanto riguarda le tempistiche, abbiamo consapevolezza del fatto che rispetto all’ipotesi iniziale si è registrato uno slittamento. L’auspicio è che, una volta completati i lavori, possa poi subito seguire il periodo tecnico necessario alla messa in esercizio della linea da parte dell’operatore ferroviario. Una volta attivo, il collegamento ferroviario costituirà un vero punto di svolta. Per un aeroporto che è già di per sé uno snodo di connessione, poter contare anche sull’infrastruttura ferroviaria significherà rafforzarne ulteriormente l’attrattività e l’interesse da parte dei passeggeri, oltre a consolidarne il ruolo nel sistema aeroportuale del Nord Italia".
Il Piano di Sviluppo Aeroportuale 2030 approvato da ENAC definisce la cornice entro cui si muoverà la crescita futura dello scalo: quali sono, a suo avviso, gli interventi previsti più rilevanti che accompagneranno l’evoluzione di Milan Bergamo Airport nei prossimi anni?
"Il Piano di Sviluppo Aeroportuale 2030 è oggi ancora molto attuale, perché nei prossimi tre anni entreremo nella fase conclusiva della sua attuazione. Parallelamente, abbiamo già avviato una progettualità che guarda oltre, con una proposta di sviluppo al 2043. Per quanto riguarda il Piano 2030, uno dei temi centrali sarà senza dubbio quello dell’accessibilità allo scalo. È un indirizzo che si muove in piena coerenza con la realizzazione del collegamento ferroviario, pur non rientrando quest’ultimo direttamente nel nostro piano. In questo quadro, il principale fronte di intervento riguarderà da parte nostra l’ammodernamento, il rifacimento, il potenziamento e l’efficientamento della viabilità antistante il terminal. Uno dei progetti più rilevanti sarà l’apertura dell’accessibilità da est, sia in ingresso sia in uscita. Già a partire dai prossimi mesi, inizieremo invece a mettere a terra un intervento che cambierà in modo significativo questa configurazione, ampliando le modalità di accesso all’aeroporto e migliorando la gestione dei flussi. A questo si affianca un altro progetto importante, anch’esso collocato nell’area est dello scalo, cioè la realizzazione di un parcheggio multipiano, destinato a corrispondere al futuro Parcheggio 4. Anche in questo caso, nel prossimo triennio si entrerà in una fase avanzata di sviluppo, tra definizione progettuale e avvio della realizzazione".
Nel disegno delineato dal Piano 2030, sostenibilità e innovazione rappresentano due direttrici sempre più centrali: in che modo stanno orientando concretamente le scelte infrastrutturali, tecnologiche e gestionali di SACBO?
"Sostenibilità e innovazione sono oggi due pilastri fondamentali, sia nel Piano di Sviluppo Aeroportuale 2030 sia nella proposta di piano per il periodo successivo. Per quanto riguarda la sostenibilità, essa rappresenta un vero e proprio presupposto di partenza, soprattutto sotto il profilo ambientale. Ogni ipotesi di sviluppo viene valutata attraverso calcoli precisi degli impatti attesi. Esiste poi una sostenibilità in senso più ampio, che riguarda anche gli aspetti sociali e socioeconomici. Un aeroporto non incide soltanto su se stesso, ma agisce anche come attivatore di sviluppo per il territorio, per il sistema economico circostante e per la rete di relazioni che lo collega alle comunità locali. Per questo la sostenibilità può essere letta come un filo conduttore che, da un lato, pone indicazioni molto chiare allo sviluppo e, dall’altro, ne orienta il valore in termini di crescita equilibrata e compatibile. Sul fronte dell’innovazione, il principio è analogo: anche la tecnologia è uno degli assi guida sulla base dei quali si costruiscono i piani di sviluppo. L'aeroporto va immaginato sempre di più come un sistema in cui spazi, processi e soluzioni tecnologiche evolvono insieme. Questo vale sia per l’efficienza operativa sia per la qualità dell’esperienza offerta ai passeggeri. Naturalmente c’è una differenza tra la pianificazione di breve e quella di lungo periodo. Nel breve termine è più facile individuare tecnologie già mature e immediatamente adottabili. Quando invece si lavora su orizzonti più lontani, è inevitabile muoversi anche sulla base di scenari e ipotesi, perché l’evoluzione tecnologica procede con una rapidità molto superiore a quella delle infrastrutture. In sintesi, sostenibilità e innovazione orientano le scelte di SACBO perché definiscono sia i limiti entro cui lo sviluppo può avvenire, sia le opportunità attraverso cui questo sviluppo può diventare più efficiente, più responsabile e più in linea con le esigenze future dei passeggeri, dello scalo e del territorio".
In parallelo al percorso di trasformazione infrastrutturale dello scalo, anche il network di Milan Bergamo Airport continua a evolversi: quali sono oggi le direttrici più significative di questo sviluppo e in che modo BGY sta rafforzando il proprio posizionamento attraverso nuovi collegamenti, mercati strategici e una rete sempre più ampia e diversificata?
"Il percorso di sviluppo del network di Milan Bergamo Airport è sempre stato molto chiaro e continua a esserlo anche oggi. La nostra identità si fonda innanzitutto su una proposta di volo ampia, solida e fortemente diversificata all’interno di quella che mi piace definire una “Europa allargata”. È questo il primo grande asse strategico su cui continuiamo ad investire: consolidare e rafforzare un network di corto e medio raggio già molto esteso, lavorando non solo sull’apertura di nuove destinazioni, ma anche sull’incremento delle frequenze verso rotte già esistenti, perché è proprio la capillarità e la varietà dell’offerta a rendere uno scalo realmente attrattivo per i passeggeri. Da Bergamo, più che da altri aeroporti vicini, è oggi possibile raggiungere un numero molto ampio di destinazioni, oltre 150, a costi competitivi. La ricchezza della proposta, infatti, è uno degli elementi che meglio definiscono il posizionamento di BGY e che ne sostengono la competitività. Accanto a questo primo binario, c’è poi una seconda direttrice di sviluppo che guarda a un raggio più esteso, in particolare verso l’area del Golfo. Si tratta di un’evoluzione strategica importante, perché ci consente non solo di investire su una regione di grande interesse e attrattività in sé, ma anche di aprire ulteriori possibilità di connessione verso l’Est del mondo attraverso gli hub di quell’area. In questa prospettiva, il rafforzamento dei collegamenti verso il Golfo assume un valore che va oltre la singola rotta, perché amplia il potenziale di accesso a mercati e destinazioni più lontane. Il modello di Bergamo continua a puntare con convinzione sulla propria identità storica, che si è dimostrata nel tempo non solo coerente e distintiva ma anche resiliente. Proprio questa forte specializzazione sul corto e medio raggio si è rivelata un punto di forza in passaggi molto complessi degli ultimi anni. È accaduto durante la pandemia, quando il proprio network ha consentito a Bergamo di ripartire prima e più rapidamente di altri aeroporti, anticipando di circa 1 anno il recupero dei livelli di traffico pre-covid".
Se dovesse immaginare Milan Bergamo Airport al termine del Piano di Sviluppo Aeroportuale 2030, quale identità di scalo vede emergere e quali obiettivi considera oggi davvero prioritari per arrivare a quel traguardo?
"Al termine del Piano di Sviluppo Aeroportuale 2030 vedo emergere un aeroporto con un’identità ancora più chiara, più organizzata e più efficiente, capace di svilupparsi in modo equilibrato attorno a tre business distinti ma complementari: i voli commerciali passeggeri, il cargo e l’aviazione generale. Uno degli elementi più importanti di questa evoluzione sarà proprio la specializzazione funzionale e fisica delle diverse aree dello scalo. L’infrastruttura sarà organizzata in modo sempre più netto tra la zona sud, dedicata principalmente al traffico passeggeri commerciale, e la zona nord, destinata invece alle attività cargo e all’aviazione generale. Si tratta di una distinzione strategica, perché questi tre ambiti rispondono a esigenze operative, logistiche e commerciali molto diverse tra loro e richiedono quindi spazi, processi e modalità di accesso specifici. Questa separazione non riguarderà soltanto le infrastrutture in senso stretto, ma anche l’accessibilità allo scalo, che diventerà sempre più mirata e coerente con le diverse funzioni. È un passaggio decisivo e già di recente concretizzatosi, mentre in passato i tre business gravitavano in misura molto più concentrata sulla stessa area, con inevitabili limiti soprattutto per il cargo e per l’aviazione generale. La nuova configurazione, invece, permetterà di dare a ciascun segmento un proprio percorso di sviluppo più autonomo, più ordinato e più efficace. È proprio questa capacità di diversificazione che rafforzerà ulteriormente l’identità di Milan Bergamo Airport. In sintesi, l’aeroporto che immaginiamo al termine del percorso 2030 è uno scalo più specializzato, più accessibile, più equilibrato nella distribuzione delle sue funzioni e più forte nella capacità di sostenere, in parallelo, il traffico passeggeri, il cargo e l’aviazione generale. È questa, oggi, la direzione che consideriamo prioritaria per accompagnare in modo concreto e solido il futuro di BGY".
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