A Torino il confronto sugli aeroporti regionali europei
Si è tenuta presso l'aeroporto di Torino l’ACI EUROPE Regional Airports Conference & Exhibition, appuntamento annuale che riunisce la comunità europea dell’aviazione regionale in una fase particolarmente delicata per il settore.
L’incontro arriva infatti in un momento in cui l’intero ecosistema del trasporto aereo si prepara a fronteggiare gli effetti della guerra in Medio Oriente, con ricadute che rischiano di colpire in modo particolare gli aeroporti regionali. A pesare è soprattutto la nuova crisi energetica, che si somma ai recenti cambiamenti strutturali del mercato dell’aviazione e a politiche europee e nazionali ritenute non adeguate, aggravando la fragilità della rete aeroportuale regionale e della connettività territoriale, considerata essenziale per la coesione del continente.
Tra le criticità più immediate figura il forte aumento del prezzo del carburante per aerei in Europa, che a inizio mese ha superato i 1.800 dollari per tonnellata. Questo scenario sta spingendo le compagnie aeree ad aumentare le tariffe e a gestire la capacità in modo più restrittivo. Gli aeroporti regionali risultano particolarmente esposti, perché la domanda sulle loro rotte è generalmente più sensibile al prezzo e quindi meno redditizia per i vettori. Di conseguenza, quando le compagnie devono ridurre capacità, i tagli tendono a concentrarsi più facilmente proprio sui collegamenti regionali, come dimostrato anche dalla recente decisione di Lufthansa di chiudere la sua filiale regionale CityLine.
Secondo ACI EUROPE, il mercato aeroportuale regionale europeo sta già vivendo una ripresa a più velocità. I piccoli aeroporti regionali registrano ancora un traffico passeggeri inferiore di oltre il 30% rispetto al 2019, mentre quelli più grandi hanno visto il traffico crescere di oltre il 16%. In questo quadro, i livelli attuali del prezzo del carburante e la prospettiva di una nuova crisi del costo della vita rischiano di generare per molti scali regionali uno shock simultaneo sul fronte della domanda e dell’offerta.
A complicare ulteriormente la situazione si aggiunge la lenta introduzione del Sistema Schengen Entry/Exit (EES), che secondo il settore rischia di creare forti criticità operative negli aeroporti regionali impegnati a servire le principali destinazioni turistiche durante l’estate. Durante l’evento è stata anche mostrata una foto che ritrae passeggeri in coda direttamente sulla pista di un aeroporto regionale greco all’inizio del mese, indicata come ulteriore prova della necessità di consentire alle autorità di frontiera di sospendere il sistema EES quando le condizioni operative lo richiedano.
Sul piano economico, ACI EUROPE evidenzia che, nonostante le pressioni inflazionistiche e l’aumento della stagionalità del traffico, le tariffe aeroportuali nei piccoli aeroporti regionali restano in media inferiori dell’11% rispetto ai livelli pre-pandemia, senza considerare sconti e incentivi concessi per attrarre e mantenere le compagnie aeree. Questo si traduce, secondo l’associazione, in una perdita media di 2,64 euro per passeggero per questi scali.
Il tema della sostenibilità finanziaria resta quindi centrale, tanto più che gli aeroporti regionali continuano a essere considerati una componente strategica dell’infrastruttura europea. Secondo i dati richiamati durante la conferenza, gestiscono infatti il 35% della connettività aerea europea, confermandosi essenziali per il mercato unico, per la coesione territoriale e per lo sviluppo regionale.
Alla luce di questo scenario, ACI EUROPE e il Regional Airports Forum chiedono una serie di interventi concreti. Tra questi, la sospensione urgente delle tasse nazionali sull’aviazione, ritenuta necessaria per alleggerire la pressione su trasporto aereo, turismo e consumatori durante la crisi energetica. Viene inoltre chiesto di garantire aiuti operativi agli aeroporti regionali fino a 1 milione di passeggeri l’anno, ricordando che uno studio economico della Commissione europea ha confermato come gli aeroporti con traffico fino a 680.000 passeggeri annui facciano fatica a coprire i costi operativi.
Sul fronte della sostenibilità ambientale, l’associazione sollecita un sostegno più forte alla produzione e diffusione di SAF, i carburanti sostenibili per l’aviazione, e all’attuazione della roadmap AZEA, dedicata allo sviluppo di aeromobili ibridi, elettrici e a idrogeno in Europa. Secondo questa roadmap, entro il 2050 potrebbero essere operati fino a 2,55 milioni di voli regionali a zero emissioni.
Infine, ACI EUROPE ha chiesto che venga prevista la sospensione totale del sistema EES in caso di tempi di attesa eccessivi e ingestibili ai controlli di frontiera nell’estate 2026 e oltre, oltre a salvaguardare e sviluppare ulteriormente gli accordi Open Skies a livello europeo per sostenere connettività e competitività.
Olivier Jankovec, Direttore Generale di ACI EUROPE, ha dichiarato: “Gli attuali livelli dei prezzi del carburante per aerei e la prospettiva di una nuova crisi del costo della vita significano che molti aeroporti regionali del nostro continente rischiano di trovarsi ad affrontare uno shock sia dal lato dell'offerta che della domanda. Per loro, questo rappresenta una vera e propria minaccia esistenziale”.
Mentre Andrea Andorno, CEO dell'aeroporto di Torino e presidente dell'ACI EUROPE Regional Airports Forum ha sottolineato: “Considerando che gestiscono il 35% della connettività aerea europea, gli aeroporti regionali sono chiaramente elementi indispensabili per il mercato unico dell'UE e fondamentali per la coesione e lo sviluppo regionale. Ciò richiede quadri normativi efficaci a livello europeo e nazionale a sostegno degli aeroporti regionali”.
I temi dibattuti alla conferenza tenutasi il 28 aprile a Torino, per i passeggeri sono particolarmente rilevanti poiché la tenuta degli aeroporti regionali incide direttamente sulla disponibilità di voli, sulla facilità di accesso ai territori, sulle tariffe e sulla continuità dei collegamenti, soprattutto in aree dove lo scalo rappresenta un’infrastruttura essenziale per turismo, economia e mobilità.
ACI EUROPE
ACI Europe è la sezione europea di Airports Council International (ACI), l’unica associazione professionale mondiale che rappresenta i gestori aeroportuali. Riunisce oltre 600 aeroporti in 55 Paesi, i cui membri gestiscono più del 95% del traffico aereo commerciale europeo. Gli aeroporti e la connettività aerea che fanno capo a ACI Europe sostengono 14 milioni di posti di lavoro e generano 851 miliardi di euro di attività economica in Europa, pari al 5% del PIL. Sul fronte ambientale, nel 2019 i membri di ACI Europe si sono impegnati a raggiungere emissioni nette zero di carbonio entro il 2050.
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