15 gennaio 2021

Il cinema giapponese: autonomo, originale, unico

Un’occasione per esplorare il paese grazie alle immagini impresse sulla pellicola
Al contrario delle altre scuole orientali, quella giapponese si è inserita con decisione sin dagli anni Venti nella storia del cinema mondiale. La ragione di questo successo sta nell’isolamento goduto dal Giappone, che lo ha preservato da contaminazioni occidentali fino alla sconfitta della Seconda Guerra Mondiale, anche se già dalla fine del 1800 si comincia ad assistere ad un interesse verso le novità europee, in particolare.
 
Tra le attrazioni il cinema è la più suggestiva, giunta nel Paese del Sol Levante con l’introduzione del Kinetoscopio Edison nel 1896 e del Cinématographe nel 1897. La magia del cinema contamina presto il Giappone e la maggior parte dei primi autentici registi giapponesi cominciano a visitare l’Occidente per imparare dalle scuole di cinema in America e in Europa. Tuttavia, l’autonomia tecnica ed economica di cui ha potuto godere l’industria del cinema nipponico è alla base della sua originalità e della sua autonomia di stile. Fortissimo è il legame con la tradizione: si pensi alle espressioni cinematografiche derivate dal teatro in costume (kabuki) appartenenti al filone jidaigeki, ma anche all’attenzione per la contemporaneità e la vita della gente comune, che ha dato vita a un’espressione più intimista e poetica, il gendaigeki, di cui grandi maestri sono stati Ozu Yasujiro, Naruse Mikio, grande autore di ritratti femminili, e Shimizu Hiroshi.
 
Ciliegi in fiore a Tokyo. Foto: © Sisterscom.com / sepavone / Depositphotos
 
Dal passato al presente, peculiarità dei film giapponesi è quella di dare molta importanza alle atmosfere, alla relazione tra i personaggi e l’ambiente che li circonda. Questo riflette quel sentimento, assolutamente nipponico, che vede il mondo della natura come un’estensione dell’uomo stesso.
Qualche esempio:
  • il ruolo della pioggia durante la scena della battaglia ne ‘I sette samurai’ (Shichinin no samurai, 1954),
  • il sole pressoché palpabile in film come ‘Ventiquattro occhi’ (Nijushi no itomi, 1954) o L’isola nuda (Hadaka no shima, 1960).
  • Analogamente fondamentale è il ruolo dell’avvicendarsi delle stagioni, sensibilità viva ancora oggi nel cinema contemporaneo come Tokyo marigold(Tôkyô Marîgôrudo, 2001), di Ichikawa Jun, in cui un fiore annuale simboleggia la caducità di una storia d’amore che dura una sola stagione.
 
Produzione immensa che vale la pena di esplorare! Qui lanciamo degli spunti; immagini impresse su pellicola che narrano di storie avvincenti e di luoghi significativi del Giappone, da segnare per il prossimo viaggio nel Sol Levante a omaggiare la grande cinematografia giapponese.
 
Templi sul mare interno di Seto. Foto: © Sisterscom.com / sepavone / Depositphotos
 
Okayama e il Mare Interno di Seto
Le storie di vita quotidiana lungo i moli e le stradine di Ushimado, splendida cittadina portuale nella prefettura di Okayama che si affaccia sul Mare Interno di Seto, sono il cuore della narrazione in “Inland Sea”, Minatomachi, presentato nel 2018 alla 68ª edizione della Berlinale. Kazuhiro Soda, esperto documentarista giapponese, dà un assaggio o per meglio dire, uno “slice of life”, come vuole il gergo tecnico e invita lo spettatore a partecipare con trasporto alle vicende di un villaggio di pescatori che soffre gli effetti del rapido spopolamento dei piccoli centri in favore delle grandi città. 
 
Tokyo. Foto: © Sisterscom.com / sepavone / Depositphotos
 
Chiba e Tokyo
Con la pellicola “Un Affare di Famiglia”, Manbiki kazoku, Hirokazu Kore'eda ci racconta la turbolenta storia di una famiglia di emarginati che sopravvive con grazie a piccoli furti nei supermercati della periferia di Tokyo. Il regista porta sul grande schermo un mondo sommerso e drammatico che tuttavia, lascia spazio a momenti di gioia e calore umano, come la famosa scena dalla gita al mare di Chiba. Questa toccante storia vinse la Palma d'Oro a Cannes nel 2018.  
 
Saitama
Diretto da Hideki Takeuchi e tratto dall’omonimo manga di Mineo Maya, “Fly Me To The Saitama”, Tonde Saitama, esplora in chiave ironica la competizione tra Tokyo e la vicina città di Saitama. Si dice che ogni realtà geografica raccolga le sue rivalità. In questa pellicola le vicende della ribellione del popolo di Saitama e delle vicine prefetture contro i Signori di Tokyo si trasformano in un grottesco quadro barocco ricco di elementi comici. Senz’altro un invito ad avventurarsi al di fuori di Tokyo e scoprire le aree vicine!
 
Sapporo. Foto: © Sisterscom.com / sepavone / Depositphotos
 
Hokkaido e Sapporo
In viaggio da Sapporo da alcuni parenti nella campagna dello Hokkaido, Anna trascorre la sua estate con la sua amica immaginaria dai lunghi capelli biondi Marnie, che vive in una bellissima villa immersa nella splendida cornice del Parco Nazionale di Kushiro-shitsugen. In “Quando c’era Marnie”, Omoide no Marnie, i paesaggi e gli sfondi mozzafiato realizzati dal giovane regista dello Studio Ghibli Hiromasa Yonebayashi, permettono di esplorare la natura incontaminata dell’isola più a nord del Giappone e di restarne incantati. Non c’è da sorprendersi che questo film sia stato candidato agli Oscar nel 2016 come Miglior Film d'animazione. 
 
A cura della Redazione
Fonte testo: Ufficio Stampa Ente del Turismo Giapponese
Visual: © Sisterscom.com / shirophoto / Depositphotos
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