A Torino le mostre di Harry Gruyaert e Werner Jeker per l’estate 2026
CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia inaugura l’estate 2026 con due mostre dedicate a Harry Gruyaert e Werner Jeker. Le esposizioni, curate dal nuovo direttore artistico François Hébel, sono visitabili dal 18 giugno al 4 ottobre nella sede di via delle Rosine 18, nel centro di Torino.
Il programma riunisce due differenti linguaggi visivi: la fotografia a colori del maestro belga Harry Gruyaert e i manifesti nei quali il grafico svizzero Werner Jeker fonde immagini e tipografia. Un doppio appuntamento che arricchisce l’offerta culturale torinese e può essere inserito in un itinerario tra musei, architetture e residenze storiche della città.
Harry Gruyaert e la fotografia a colori
“Harry Gruyaert. Retrospettiva” è la prima grande mostra italiana dedicata al fotografo belga, nato nel 1941 e membro di Magnum Photos. Gruyaert è stato tra i primi autori europei a utilizzare il colore non soltanto per descrivere la realtà, ma come elemento creativo, emotivo e percettivo.
Il percorso segue cronologicamente la sua ricerca, iniziando dalla serie “TV Shots”, realizzata a Londra nel 1972. Manipolando l’antenna del proprio televisore, il fotografo trasformò programmi, avvenimenti sportivi e immagini dei primi passi sulla Luna in composizioni astratte influenzate dalla Pop Art.
Le sezioni successive attraversano il Belgio e la Francia, per poi raggiungere il Marocco, luogo decisivo nella formazione del suo linguaggio. La luce intensa, le architetture, le ombre e i colori del Paese nordafricano accompagnarono Gruyaert verso nuovi viaggi in Egitto, India, Spagna e Turchia.
La mostra presenta anche le immagini realizzate in miniere, impianti siderurgici, laboratori farmaceutici e centrali nucleari, dove macchinari e superfici industriali diventano composizioni geometriche quasi astratte. Un altro nucleo mette a confronto i colori artificiali degli Stati Uniti con le atmosfere della Russia post-sovietica.
Particolarmente legate al tema del viaggio sono le sezioni dedicate ai litorali e agli aeroporti. Nelle immagini delle coste, Gruyaert riduce il paesaggio ai suoi elementi essenziali: cielo, sabbia, mare e orizzonte. Luce e variazioni cromatiche trasformano così luoghi familiari in scenari minimali e sospesi.
Negli aeroporti, invece, l’autore osserva sale d’attesa, vetrate, riflessi e trasparenze. La luce artificiale e il passaggio dei viaggiatori gli consentono di costruire composizioni geometriche attraversate da colori netti e presenze fugaci. Gli spazi di transito, spesso percepiti come anonimi, acquistano una nuova intensità visiva.
Dal 30 settembre al 4 ottobre 2026 CAMERA propone inoltre la masterclass “La geometria del colore”, condotta direttamente da Harry Gruyaert. Il corso è destinato a fotografi e fotografe interessati a sviluppare un progetto personale e rafforzare la propria identità autoriale. Le iscrizioni sono aperte fino al 10 settembre, con tariffa early bird entro il 30 luglio.
I manifesti fotografici di Werner Jeker
Nella Project Room, “Werner Jeker. Photo Typo” presenta circa 70 manifesti selezionati tra gli oltre 800 realizzati dal grafico svizzero durante la sua carriera. L’esposizione è stata concepita appositamente per CAMERA e viene proposta per la prima volta in questa forma.
Nei lavori di Jeker fotografia e tipografia non sono elementi separati, ma parti di una composizione unitaria. Le immagini mantengono la propria forza documentaria, mentre caratteri e testi ne amplificano il significato. Il risultato supera la funzione informativa del manifesto e diventa un’opera grafica autonoma.
La selezione comprende progetti realizzati per mostre, spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche ed eventi culturali. In occasione dell’esposizione viene pubblicato anche un volume edito da Dario Cimorelli Editore, dedicato al rapporto tra fotografia e tipografia nell’opera di Jeker.