Antonio Marras tra moda e musica
Con la campagna Fall Winter 2026/27, Antonio Marras amplia ancora una volta i confini del proprio linguaggio creativo e, per la prima volta, porta la musica direttamente all’interno del suo universo narrativo. Ad accompagnare le immagini della stagione è infatti “Rosa Amaranto”, brano originale scritto da Marras e interpretato da Giaff, protagonista della stessa campagna e parte integrante del progetto.
La Fall Winter 2026/27 di Marras si sviluppa intorno al rapporto tra memoria e contemporaneità. Gli archetipi della sartoria vengono rielaborati attraverso contrasti di materia, proporzioni e lavorazioni, mentre costruzioni di matrice maschile incontrano volumi più fluidi e avvolgenti.
Gessati, tessuti strutturati, pelle e superfici stampate si sovrappongono, costruendo silhouette nelle quali rigore e leggerezza convivono senza separazioni nette. La memoria non viene riprodotta in maniera nostalgica, ma trasformata in materia del presente.
La rosa diventa segno della collezione
È soprattutto il ricamo a costruire l’identità visiva della stagione. Rose e ramages emergono dalle superfici, attraversano trasparenze e inserti materici, si arricchiscono di applicazioni e riflessi fino a trasformare la costruzione sartoriale in una trama quasi tridimensionale. Il motivo floreale cambia continuamente scala: può essere minuto e delicato oppure ampliarsi fino a diventare elemento grafico, intervenendo sulle giacche e sulle silhouette attraverso variazioni di colore e texture.
La rosa attraversa anche pizzi, merletti, velluti, damaschi e broccati, declinandosi nei toni del purpureo, cipria, carminio e bordeaux. È allo stesso tempo romantica e selvatica, fragile e intensa, e diventa uno dei principali elementi di connessione tra la collezione e il progetto musicale.
La palette costruisce lo stesso gioco di contrasti. Ai toni profondi del bordeaux e del nero si affiancano écru, azzurri acquatici e sfumature più leggere. La precisione sartoriale incontra così la ricchezza dell’ornamento, mentre maschile e femminile, struttura e trasparenza si sovrappongono continuamente.
Anche gli accessori entrano in questo racconto. La borsa Caragol viene proposta in un’edizione speciale ricamata, sulla quale il motivo delle rose riprende direttamente quello dei capi. Il decoro floreale segue la superficie dell’accessorio e ne sottolinea le forme scultoree, creando una continuità visiva con il guardaroba.
Dalla poesia alla musica
È dalla stessa rosa che nasce “Rosa Amaranto”.
Il titolo racchiude due tonalità e due caratteri differenti: la delicatezza del rosa e la profondità dell’amaranto. Il progetto ha preso forma da una prima composizione in versi scritta da Antonio Marras, concepita inizialmente come poesia e successivamente sviluppata insieme a Giaff. Dalle parole è emersa progressivamente una direzione sonora fatta di ritmica sincopata e atmosfere intime, sospese e misteriose. Giaff ha trasformato quel primo nucleo poetico in musica, individuando alla chitarra il ritmo sul quale il brano avrebbe poi preso forma. Il testo costruisce immagini quasi cinematografiche: petali di rosa lasciati nei luoghi di incontri segreti diventano le tracce di una storia sentimentale nascosta, custodita lontano dagli sguardi.
Il processo creativo procede quindi attraverso uno scambio continuo. Marras porta immagini, suggestioni e parole; Giaff cerca una struttura metrica e musicale capace di accoglierle. Armonizzazioni corali, batteria e percussioni accompagnano progressivamente la composizione fino a trasformare il testo in un vero paesaggio sonoro. Memoria, desiderio, immagini e materia acustica finiscono così per appartenere alla stessa atmosfera che accompagna il video della campagna.
Un nuovo linguaggio creativo
Con “Rosa Amaranto”, la musica entra per la prima volta direttamente nella ricerca di Antonio Marras. Non come elemento aggiunto alla campagna, ma come ulteriore strumento attraverso il quale raccontare lo stesso immaginario che attraversa gli abiti: la memoria che cambia forma, la sovrapposizione dei linguaggi, l’incontro tra rigore e romanticismo.
La Fall Winter 2026/27 diventa così un progetto più ampio della sola collezione. Moda, ricamo, poesia, immagini e musica si contaminano, costruendo un racconto nel quale ogni linguaggio conserva la propria identità ma contribuisce alla stessa atmosfera.
Un passaggio coerente con una ricerca che continua a muoversi tra discipline differenti e che, questa volta, trova nel suono una nuova possibilità narrativa: trasformare una storia senza perderne l’essenza.