L’estate di Ermanno Scervino: oltre l’orizzonte, tra mare, materia e dissonanze rock
Per l’estate 2027, Ermanno Scervino immagina un viaggio tra suggestioni corsare, paesaggi marini, materiali vissuti e contrasti inattesi, costruendo una femminilità libera e sensuale che attraversa tailoring, lingerie, denim e accessori. Ermanno Scervino parte dal mare, ma evita qualsiasi interpretazione letterale. La collezione si sviluppa come una traversata fatta di immagini, contrasti e suggestioni: l’essenzialità dell’orizzonte incontra le dissonanze di una chitarra elettrica, mentre l’immaginario corsaro si mescola a riferimenti cinematografici e tropicali.
Nel racconto di Ermanno Scervino compaiono un galeone, il Bounty, Marlon e Tarita, fino all’arrivo su una costa di notte, quando le palme proiettano le proprie ombre sulla sabbia. È un paesaggio evocativo che non viene trasformato in costume, ma tradotto in superfici, colori e materiali che sembrano essere stati realmente attraversati dal vento, dal sole e dal sale.
La materia assume così un ruolo centrale. Nella collezione Ermanno Scervino Primavera Estate 2027, la nappa prende il colore del legno bruciato, la stuoia di lino richiama quello delle vele, mentre il suede evoca le tonalità dei cordami. Le superfici appaiono vissute e trasformate dagli elementi naturali, come se il viaggio avesse lasciato una traccia fisica sui capi.
Anche la palette segue la stessa logica. Il bianco si muove tra gesso, sale, vela e spuma; il blu attraversa denim, oltremare, risacca, orizzonte e acquamarina; le tonalità più grezze richiamano invece sabbia, paglia, oro, canapa, conchiglia e cammello. Per Ermanno Scervino, il colore diventa quindi parte del paesaggio e contribuisce a costruire l’atmosfera della collezione più che a definire semplici contrasti cromatici.
Su questa base materica si inseriscono elementi più preziosi. Il nastro intrecciato di fili metallici dorati o ramati e il gallone in filo di seta lavorato ad anelli segnano uniformi realizzate in tela grezza e nappa stampata coccodrillo. Il riferimento all’abbigliamento marinaresco viene però reinterpretato attraverso costruzioni più leggere e accostamenti inattesi.
Uno degli elementi chiave della collezione è la giacca da corsaro, robusta nell’immagine ma morbida e leggera nella costruzione. Ermanno Scervino la abbina a una minigonna gonfia di duchesse, ai jeans maschili oppure agli shorts di pelle, costruendo un dialogo continuo tra rigore e leggerezza, maschile e femminile, romanticismo e attitudine più decisa.
La componente più sensuale emerge invece attraverso le trasparenze. Sotto la marsina, il trench trasparente o la mantella da tempesta in organza appare una figura femminile quasi mitologica, una sirena contemporanea. La silhouette prende forma attraverso tute di maglia trasparente, corsetti scultura e sottovesti di pizzo, elementi che riportano nel linguaggio di Ermanno Scervino quella tensione costante tra costruzione sartoriale e lingerie.
Accanto a questa figura compare anche un passeggero inatteso. Una camicia da smoking inamidata viene indossata con una piccola gonna scomposta e raccolta su se stessa, come se il tessuto avesse scelto autonomamente una direzione diversa. È uno dei passaggi che meglio esprime la libertà formale della collezione, dove codici maschili e femminili vengono accostati senza cercare una separazione netta.
Gli accessori continuano la stessa esplorazione tra viaggio, artigianalità e materia. Ermanno Scervino introduce una nuova borsa-dottore in nappa tamponata a mano, più strutturata, affiancandola a sacche in rafia all’uncinetto, cesti di vimini e shopper in denim ricamato a palme.
Anche le calzature traducono il tema attraverso contrasti materici. Gli zoccoli dalla punta scolpita, bordati da una fila di borchie, poggiano su sughero laccato nei colori delle sottovesti di raso. Il sabot viene costruito come una rete di rafia intrecciata profilata di cuoio, mentre negli stivali il camoscio e il vitello si alternano al pizzo ricamato.
La Primavera Estate 2027 di Ermanno Scervino prende così forma come una collezione costruita più per associazioni che per citazioni dirette. Il mare non diventa semplicemente un tema decorativo, ma agisce sui materiali, altera i colori, consuma idealmente le superfici e mette in relazione elementi apparentemente lontani.
Ne nasce un guardaroba che attraversa uniformi, lingerie, tailoring, denim e accessori artigianali senza fissarsi in una sola identità. La figura immaginata da Ermanno Scervino è mobile, libera, a tratti romantica e a tratti più ruvida, sospesa tra l’idea del viaggio, della fuga e della trasformazione.
Per la prossima stagione, la direzione proposta dal designer è quindi chiara: guardare al mare non come a un repertorio estetico già definito, ma come a uno spazio capace di trasformare forma, materia e proporzioni, lasciando che vento, sale, luce e movimento entrino direttamente nel linguaggio della collezione.
A cura di Nicole Villa, Avion Luxury Magazine
Fonte testo e foto: Copyright © Ufficio Stampa Ermanno Scervino