28 gennaio 2021

Stati Uniti: limitazioni all'ingresso nel paese

Normativa vigente per i paesi dell'area Schengen e Extra-Schengen e sospensione di alcune tipologie di visti
È tuttora sospesa la possibilità di ingresso negli USA per i viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti, siano stati in un Paese dell’Area Schengen (inclusa l’Italia), in Regno Unito, in Irlanda, in Brasile, in Sud Africa, in Cina o Iran
 
Sono previste alcune eccezioni al divieto di ingresso (cittadini statunitensi e residenti permanenti o loro familiari, titolari di visto diplomatico e altri). Le eccezioni interessano anche i titolari o i richiedenti determinate tipologie di visto, che potranno rientrare nella categoria di ingressi definita dalle autorità locali di 'interesse nazionale'. Per maggiori dettagli in merito alle categorie di persone la cui attività può classificarsi di interesse nazionale, consultare l'Ambasciata e i consolati USA in Italia.
 
Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha stabilito, a partire dal 26 gennaio, la necessità di un test Covid di tipo virale (PCR o antigenico) effettuato non oltre i 3 giorni prima della partenza, per tutti i passeggeri, al di sopra dei 2 anni, in arrivo negli USA con voli dall'estero.
 
Le compagnie aeree avranno il compito di verificare - come condizione essenziale per permettere l'accesso a bordo dei passeggeri diretti negli USA - la documentazione cartacea o elettronica che attesti l'effettuazione del test e il relativo esito negativo o, in alternativa, un documento che comprovi l'effettiva guarigione dal Covid (per i dettagli, si rimanda alle FAQ disponibili ai link indicati di seguito). La prova di vaccinazione non viene considerata sufficiente e resta quindi necessaria la prova del test o il documento di effettiva  guarigione. Le suddette disposizioni si applicano a tutti i tipi di voli.
 
Le nuove disposizioni integrano le raccomandazioni del CDC sull’effettuazione di test Covid dopo l’arrivo negli USA (il CDC raccomanda un test PCR tra terzo e quinto giorno dopo l'arrivo negli USA e autoisolamento per complessivi 7 giorni successivi all'arrivo). Per ulteriori informazioni, comprese le esenzioni previste,  si rimanda ai seguenti siti
  • https://www.cdc.gov/media/releases/2021/s0112-negative-covid-19-air-passengers.html
  • https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/travelers/testing-international-air-travelers.html
 
Per i connazionali che già si trovano negli Stati Uniti si raccomanda di seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità federali, statali e locali volte a contenere la diffusione del virus negli USA, nei singoli Stati ed al livello locale. Le prescrizioni sulla quarantena possono variare da Stato a Stato e possono talvolta prevedere limitazioni ai viaggi da uno stato all’altro in funzione delle rispettive situazioni epidemiologiche.
 
Si raccomanda per tanto di controllare i siti dei Dipartimenti della salute dei singoli Stati e di consultare in maniera costante, tra gli altri, questo sito web, il sito dell’Ambasciata d’Italia a Washington, della Casa Bianca, del Centers for Disease Control and Prevention dedicato all’emergenza e del Ministero della Salute italiano.
 
Si ricorda infine che in conseguenza delle misure restrittive in vigore, il traffico aereo da/per l’area Schengen sta subendo significative variazioni. Si raccomanda di consultare la propria compagnia aerea in merito allo stato del proprio volo, all’effettiva possibilità di imbarco o, se necessario, per individuare rotte alternative per raggiungere la propria destinazione.
 
Sospensione di alcune tipologie di visti per entrare negli USA
La “Proclamation on the Suspension of Entry as Immigrants and Non-Immigrants of Certain Additional Persons Who Pose a Risk of Transmitting Coronavirus Disease” approvata il 26 gennaio dal Presdiente Biden ha confermato le limitazioni per alcune tipologie di visti già introdotta dalla precedente Amministrazione con le Proclamation  del 11 e il 14 marzo n. 9993 e n. 9996 che vietano l’ingresso negli Stati Uniti a coloro che nei 14 giorni precedenti l’arrivo avevano soggiornato in un Paese Schengen, nel Regno Unito o in Irlanda.
 
Parimenti sono confermate le categorie di visti che possono qualificarsi per la National Interest Exception (NIE).
Continua pertanto la sospensione del rilascio delle seguenti categorie di rischio:
  • Visti H1B: personale altamente specializzato con un elevato livello d’istruzione. In questa categoria rientrano anche progetti di ricerca e di sviluppo governativi o progetti di cooperazione gestiti dal Dipartimento della Difesa statunitense;
  • Visti H2B: lavoratori non agricoli con contratto temporaneo o stagionale.
  • Visti di categoria J, con l’eccezione di: coloro che intendano seguire corsi professionali nel campo medico e paramedico; i visitatori internazionali; professori che devono insegnare o frequentare corsi superiori di specializzazione e studiosi nel campo della ricerca; studenti di breve periodo, studenti di scuola secondaria o universitari. 
  • Visti L: personale trasferito all'interno di una stessa società che durante i tre anni precedenti la richiesta di visto ha lavorato continuativamente per almeno un anno per la compagnia e che è in procinto di essere assegnato ad una succursale, affiliata o consociata negli Stati Uniti, con mansioni manageriali, direttive o altamente specializzate. E' questa una delle categorie che maggiormente interessano le aziende italiane operanti negli Stati Uniti.
 
La proclamation si applica a coloro che al momento della sua entrata in vigore si trovano al di fuori degli Stati Uniti e non dispongono già di un visto valido della categoria H1B, H2B, J, L. In sostanza essa colpisce l'emissione di nuovi visti e non quelli già in corso di validità.
Le restrizioni non si applicano :
a) ai residenti permanenti negli Stati Uniti;
b) a chi abbia un coniuge statunitense;
c) a qualunque cittadino straniero il cui ingresso nel Paese è considerato di interesse nazionale dal Segretario di Stato o dal Segretario del Dipartimento per la Homeland Security.
d) a qualunque cittadino straniero il cui ingresso nel Paese e' funzionale alla "food supply chain".
 
La Proclamation sarà soggetta a revisione mensile da parte del Dipartimento di Stato, della Homeland Security e del Lavoro.
 
A cura della Redazione
Fonte testo: Ufficio Stampa Viaggiare Sicuri
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