28 febbraio 2019

Pasqua al Museo a Milano

Dal 12 marzo al 5 maggio al Museo Diocesano Carlo Maria Martini l'arte sulla Passione di Cristo
L’iniziativa, col patrocinio dell’Arcidiocesi di Milano, si pone come ideale regalo ai fedeli in preparazione della Pasqua. Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano propone, dal 12 marzo al 5 maggio 2019, Pasqua al Museo, un momento di riflessione attraverso le opere del Museo dedicate alla Passione di Cristo.  L’itinerario tra i capolavori parte dalla trecentesca Crocifissione su fondo oro di Anovelo da Imbonate, al leonardesco Cristo Portacroce del Giampietrino, alla seicentesca Pietà di Procaccini, passando attraverso le due suggestive Orazioni nell’Orto di Peterzano e Fede Galizia e il confronto fra le Crocifissioni di Hayez e Mosè Bianchi.
 
Gaetano Previati, Ferrara, 1852- Lavagna, Genova, 1920, Salita al calvario, Olio su tela.
 
Il percorso si chiude idealmente nella sala dedicata a Lucio Fontana che ospita la Via Crucis “bianca” in ceramica smaltata bianca e alcuni dei bozzetti in gesso per il concorso della quinta porta della cattedrale del 1950. Nella stessa sala fino al 5 maggio, prosegue l’iniziativa che offre l’occasione unica di un confronto ravvicinato tra le due versioni della predella, raffigurante la Deposizione di Cristo, della monumentale pala della Vergine Assunta oggi conservata al Museo Diocesano di Milano, realizzate rispettivamente dall’artista italo-argentino nel 1954 e nel 1955.
 
Altobello Melone, Cremona 1490/91 – ante 1543, Compianto su Cristo morto, Milano, Arcivescovado.
Il percorso “Pasqua al Museo” culmina con il Compianto su Cristo morto di Altobello Melone (Cremona 1490/91-ante 1543), restaurato per l’occasione, conservato all’interno del palazzo dell’Arcivescovado a Milano e generalmente non visibile al pubblico. Nulla si conosce della provenienza originaria di questo dipinto, giunto dopo le soppressioni napoleoniche nella Quadreria Arcivescovile.
 
L’opera è unanimemente riferita dalla critica al pittore cremonese Altobello Melone, formatosi fra la città natale e Venezia, e attivo soprattutto a Brescia, dove si confronta con la pittura di Romanino, e a Cremona, dove lavora, fra l’altro, all’importante ciclo del Duomo alla fine del 1516.
 
Giulio Cesare Procaccini, Bologna, 1574 – Milano 1625, Pietà, Olio su tela.
A ridosso di questa impresa decorativa va riferita anche la grande tavola del Compianto: caratteristiche di questa fase sono infatti le vibranti accensioni cromatiche, e l’impasto denso, con effetti quasi incandescenti di evidente derivazione tizianesca. Rispetto al Compianto di Romanino un tempo conservato nella chiesa di San Lorenzo a Brescia (ora Venezia, Gallerie dell’Accademia), ripreso da Altobello in un’altra versione ora a Brera (1510 circa), nell’opera dell’Arcivescovado l’artista mostra un’evidente apertura agli influssi della pittura del nord Europa, dalla quale deriva la concitazione drammatica ed espressiva delle figure.
 
In particolare si riscontra una puntuale ripresa della parte centrale del dipinto dalla scena di analogo soggetto incisa da Dürer nella Piccola passione del 1509-1511.
 
L’episodio del Compianto, non narrato dai Vangeli, si distingue dalla scena della Deposizione dalla Croce ma anche da quella della Pietà, dove la Vergine sorregge il corpo di Cristo. Il tema nasce con intento soprattutto devozionale per sollecitare i fedeli alla meditazione e alla contemplazione del Cristo, morto per la salvezza degli uomini.
 
Giovan Pietro Rizzoli detto il Giampietrino, Milano, notizie 1495-1549, Cristo portacroce, Olio su tavola.
Il soggetto, inizialmente diffuso a Nord delle Alpi, ebbe poi grande diffusione anche in Lombardia a partire dalla fine del Quattrocento, inserendosi nelle esigenze di un filone devozionale che si riallacciava alle meditazioni di mistici, quali lo Pseudo Bonaventura e Santa Brigida di Svezia, che sollecitava l’identificazione del fedele con le sofferenze di Cristo, come avveniva anche nelle sacre rappresentazioni.
 
Figure tradizionali del Compianto sono, oltre a Cristo, la Vergine, San Giovanni, Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo, la Maddalena e le Pie donne.
 

Informazioni sulla Mostra
Pasqua al Museo. Il Compianto sul Cristo Morto di Altobello Melone. Sede: Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano (ingresso da piazza Sant’Eustorgio 3). Date: dal 12 marzo al 5 maggio 2019. Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso lunedì (eccetto festivi). La biglietteria chiude alle ore 17.30. Informazioni:  tel. 02.89420019; info.biglietteria@museodiocesano.it

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A cura di Nicolò Villa
Fonte e foto opere: Ufficio stampa Mostra
Visual e foto Milano: © Sisterscom.com, Shutterstock
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