12 febbraio 2019

Milano Pop. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70

A Milano nello Spazio Espositivo di Palazzo Lombardia dal 4 aprile al 29 maggio
Lo Spazio Espositivo di Palazzo Lombardia a Milano, sede della Regione, accoglie la mostra “Milano Pop. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70” dal 4 aprile al 29 maggio 2019, a cura di Elena Pontiggia.
 
Il percorso espositivo, che si snoda in diverse sale, approfondisce un segmento di storia recente del nostro Paese, gli anni Sessanta e Settanta, attraverso una cinquantina di lavori – molti dei quali inediti – dei principali protagonisti milanesi della Pop Art, movimento artistico che più di ogni altro ha saputo esprimere le icone e le contraddizioni della società contemporanea e che, muovendo dagli Stati Uniti, ha animato anche l’Italia, specialmente dopo la celebre Biennale di Venezia del 1964.
 
Mimmo Rotella, Cleopatra Liz, 1963, décollage su tela, cm 132x135, ph. Bruno Bani.
Gianni Bertini, Questo nottambulo di Zorro, I due astronauti, 1965, tecnica mista su carta, cm70x70, ph. Pier Enrico Ferri.
 
 
La collettiva muove da un panorama della Pop Art italiana con i grandi protagonisti della corrente, da Mario Schifano a Tano Festa, da Mimmo Rotella a Giosetta Fioroni e Concetto Pozzati, per poi concentrarsi sull’ambiente milanese con Valerio Adami, Enrico Baj, Paolo Baratella, Gianni Bertini, Fernando De Filippi, Lucio Del Pezzo, Umberto Mariani, Sergio Sarri, Giangiacomo Spadari, Tino Stefanoni, Emilio Tadini. L’esposizione evidenzia così i diversi punti di contatto, ma anche e soprattutto le differenze profonde con la Pop Art americana – da qui il sottotitolo “Pop Art e dintorni” – indagando come gli artisti italiani, ed in particolare milanesi, abbiano interpretato originalmente la tendenza, sullo sfondo di un’Italia inquieta che da un lato conosce il boom economico e dall’altro si avvicina ai tempi bui degli “anni di piombo”.
 
Giangiacomo Spadari, Metropolitana, 1973, acrilico su tela, cm 100x100, ph. Bruno Bani.
Fernando De Filippi, Senza titolo, 1970, cm 101x101, ph. Chiara Fasoli
 
 
Tra le opere esposte si segnalano gli ironici décollage di Rotella, che rimandano all’iconografia della pubblicità o ai manifesti dei grandi kolossal cinematografici; le Palme di Schifano dei primi anni ’70; gli argenti di Giosetta Fioroni realizzati tra gli anni ’60 e ’70; la paradossale Nascita di una rosa del 1967 di Pozzati. Venendo al panorama milanese, ecco gli antropomorfici collage di Baj, tra cui l’inedito Cathérine Desjardins, dite Madame de Villedieu del 1974; il visionario Questo nottambulo di Zorro (I due astronauti) del 1965 di Bertini; il metafisico Archeologia con De Chirico del 1972 di Tadini. E, ancora, Stefanoni propone un inventario di oggetti quotidiani nella loro disarmante ovvietà, come Gli imbuti (1970) e I flaconi (1969), quest’ultimo esposto per la prima volta. Ecco infine i lavori ispirati a temi politici e sociali come Il giorno della presa del 1970 di Baratella; Cuba-Cuba del 1970 di De Filippi; Il grande prestigiatore (Le avventure di Nessuno) del 1967 di Sarri; Gli oggetti ci guardano e passano del 1970 di Umberto Mariani; Garibaldi e sua figlia Clelia del 1975 e l’inedita Metropolitana del 1973 di Spadari.
 
L’esposizione è promossa da Fontanasedici S.r.l. in collaborazione con Regione Lombardia, Collezione Koelliker, Arteutopia, Associazione Sergio Sarri, Associazione Giangiacomo Spadari. La mostra si completa di un video-documentario con testimonianze e interviste esclusive agli artisti e alla curatrice raccolte da Stefano Sbarbaro, prodotto da TVN Media Group - Arte e Cultura. Accompagna l’esposizione un approfondito catalogo con un testo critico di Elena Pontiggia e altre interviste inedite agli artisti.
 
Importante evento collaterale che accompagna per tutta la sua durata “Milano Pop”, la mostra tematica “Cinema Pop” che inaugura mercoledì 10 aprile presso la Galleria Robilant+Voena, in collaborazione con l’Associazione Sergio Sarri e l’Associazione Giangiacomo Spadari. L’esposizione, attraverso una trentina di lavori di Sergio Sarri e Giangiacomo Spadari, intende approfondire un aspetto comune a questi due protagonisti della Pop Art milanese, «attenti entrambi alle modalità espressive del cinema come spunto pittorico», così come rileva la curatrice Elena Pontiggia. Infatti, come la pittura anche il cinema fonda le sue basi sull’immagine; tuttavia, mentre il film la sviluppa nello spazio e nel tempo, l’arte pittorica la cristallizza in un “fotogramma”. Questa la riflessione di partenza che accomuna Sarri e Spadari e li allontana da altri artisti che hanno guardato alla settima arte come riferimento di cultura popolare, fra cui si ricordano Schifano e Rotella, i quali hanno attinto al bacino di immagini dell’universo cinematografico per farne delle icone pop.
 
Informazioni sulla mostra
Milano Pop. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70.
Sede: Spazio Espositivo di Palazzo Lombardia, via Galvani 27, Milano. Date: 4 aprile - 29 maggio 2019. Orari: lunedì-venerdì ore 11-19; sabato-domenica ore 15-19; chiuso Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile e 1 maggio. Ingresso libero. Info: milanopop@f16arte.it
 
Informazioni evento collaterale
Cinema Pop.
Sede: Galleria Robilant+Voena, via Fontana 16, Milano. Date: 11 aprile - 29 maggio 2019. Inaugurazione: mercoledì 10 aprile ore 18.30. Orari: lunedì - venerdì ore 10 -19. Ingresso libero. Info: Tel. 02 8056179 - paolo@robilantvoena.com
 
 
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A cura di Nicolò Villa
Fonte e foto: Ufficio stampa Mostra
Visual: Emilio Tadini, Il desiderio del pittore, ph. Bruno Bani
Foto Milano: © Sisterscom.com, Shutterstock
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