18 gennaio 2019

Volotea e il Teatro Massimo annunciano la fine del restauro

Il sipario storico di Giuseppe Sciuti con la prima di Turandot sarà visibile negli spettacoli
Il restauro è stato reso possibile dalla partnership del Teatro Massimo con Volotea, che ha finanziato i lavori di restauro autorizzati dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo. Volotea, il Comune di Palermo, la Fondazione Teatro Massimo e la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo hanno presentato oggi al pubblico lo storico sipario del Teatro Massimo Giuseppe Sciuti, che ritorna al posto in cui l’avevano voluto il suo creatore, il pittore Giuseppe Sciuti, e gli architetti del Teatro Giovan Battista e Ernesto Basile. Da domani, in occasione della prima della stagione 2019 con Turandot di Puccini, il sipario tornerà ad accogliere il pubblico in occasione di ogni spettacolo in Sala Grande, così come era avvenuto dall’inaugurazione nel 1897 fino alla chiusura del 1974. 
 
Rivedere nel boccascena del Teatro Massimo il sipario con i colori così intensi e brillanti è davvero emozionante - ha affermato Lázaro Ros, Co-Fondatore e Direttore Generale di Volotea. - Siamo felici di riconsegnare alla città un pezzo importante del suo patrimonio artistico e culturale. Non abbiamo avuto alcuna esitazione: appena ci è stato proposto il restauro di uno dei simboli di Palermo, abbiamo accettato. È il nostro modo speciale per ringraziare tutti i palermitani che hanno dimostrato, volo dopo volo, di apprezzare i nostri collegamenti comodi, diretti e veloci. Palermo è una città che ci ha saputo conquistare e la nostra intenzione è di continuare a investire nel futuro del territorio, supportandone l’economia e proponendo collegamenti verso un numero di destinazioni sempre più ampio e in linea con le esigenze di viaggio dei nostri passeggeri”.
 
Il sindaco Leoluca Orlando ha sottolineato «la grande emozione di rivedere questo sipario, emozione che credo accompagni tutti i presenti, si unisce a un grazie, in particolare a Volotea e ai laboratori di Brancaccio, un luogo magico che per me è il posto più bello della Fondazione, perché nei laboratori si è realizzato l’incontro di tutti: la soprintendenza, le maestranze del Massimo, l’amore per il Massimo, segno riassuntivo di quello che stiamo vivendo. E questa è l’occasione per tributare a chi lavora nei laboratori di Brancaccio l’applauso che spesso non raccoglie. Questo sipario è una sfida al tempo, un segnale straordinario di esaltazione della bellezza, punto di incontro tra etica ed estetica: rappresentazione di una realtà aperta, dove in una scena si raccolgono tutti gli elementi possibili».
 
Alcuni dei momenti della conferenza stampa di presentazione del sipario di Giuseppe Sciuti restaurato.
 
Per il sovrintendente Francesco Giambrone «questo restauro è frutto di collaborazioni che sfatano dei luoghi comuni: primo luogo comune è quello della mancanza di collaborazione tra le istituzioni pubbliche, perché con la Soprintendenza si è sviluppata una collaborazione stretta ed efficace; secondo luogo comune è quello che al Sud sia impossibile trovare finanziamenti privati, perché è molto difficile, ma non impossibile: la collaborazione con Volotea, che dura da anni, si è sviluppata ora in un segno materiale e duraturo; terzo luogo comune è che non sia possibile spendere velocemente, bene e in maniera concreta e manageriale i fondi. Il sipario dello Sciuti tornerà ad accogliere già dalla prova generale di oggi il pubblico in sala, aggiungendo un altro elemento di festa a quella grande festa che sarà domani l’inaugurazione di stagione».
 
Si è creato un rapporto sinergico notevole tra la Soprintendenza e il Teatro Massimo - ha sottolineato l’architetto Lina Bellanca, Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Palermo -. Mi piace ribadire che il 2018 è stato un anno straordinario, ricco di successi tra i quali si inserisce questo evento. Abbiamo avuto la fortuna di avere Volotea, uno sponsor straordinario, in questa collaborazione dove si è partiti con la volontà di una partnership dove ognuno offrisse le proprie specificità»
 
Il progetto di restauro è stato redatto dalla dott.ssa Roberta Civiletto e dall'architetto Carlo Vivirito, tecnici della Soprintendenza dei Beni Culturali di Palermo, che ne hanno curato anche la direzione dei lavori insieme alla direzione dell'Allestimento scenico del teatro Massimo, prof. Renzo Milan, prof. Christian Lanni, prof. Raffaele Ajovalasit; il restauro è stato eseguito dalla ditta Restaurart di Belinda Giambra nel Laboratorio di Scenografia di Brancaccio, idoneo ad ospitare le varie lavorazioni del restauro e le fasi propedeutiche e finali dell'intervento, legate alla rifunzionalizzazione dell'opera, sono state svolte dal personale tecnico di palcoscenico del Teatro Massimo. Il progetto di restauro rientra nella convenzione firmata dal Sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo, Francesco Giambrone, e dalla Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Palermo, Lina Bellanca, su autorizzazione di Sergio Alessandro, Dirigente generale del Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana. 
 
L'elaborazione del progetto ha seguito il principio del “minimo intervento” nel restauro, limitando all'essenziale l'intrusività dell'azione conservativa per custodire il più possibile gli elementi di originalità del bene da ricollocare nel suo contesto storico. Il rilievo del Teatro Massimo e del sipario storico è stato eseguito con laser scanner e fotocamera digitale a 24 Mpixel, con l'intento di replicare l'esistente nel mondo digitale e agevolarne la comprensione, lo studio, l'analisi e di simulare, attraverso la modellazione e l'animazione, il comportamento del sipario e la sua integrazione nel palcoscenico.
 
Alcuni dei momenti della conferenza stampa di presentazione del sipario di Giuseppe Sciuti restaurato.
 
Volotea è impegnata già da tempo a sostenere i progetti del Teatro Massimo e, negli scorsi anni, ha organizzato diversi concerti gratuiti per tutti i palermitani. Volotea collega Palermo con 26 destinazioni, 20 delle quali operate in esclusiva, supportando l’economia locale e ha creato presso lo scalo 50 posti di lavoro con personale assunto a livello locale. 
 
Volotea, compagnia aerea delle medie e piccole città europee, offre voli diretti a tariffe competitive. Dall’avvio delle sue attività nell’aprile 2012, ha trasportato più di 20 milioni di passeggeri in tutta Europa, di cui 6,5 milioni nel 2018.  Nel 2019 opererà un totale di 319 collegamenti in più di 80 medie e piccole destinazioni europee in 13 Paesi: Francia, Italia, Spagna, Germania, Grecia, Croazia, Repubblica Ceca, Portogallo, Malta, Austria, Irlanda, Lussemburgo e Marocco.  Nel 2019 Volotea opererà nel suo network di destinazioni con una flotta di 34 aeromobili, tra cui Boeing 717 e Airbus A319.
 
Durante il 2018 Volotea ha trasportato 650.000 passeggeri, il 32% in più rispetto all’anno precedente. Volotea è presente a Palermo dal 2012 dove ha trasportato più di 2.500.000 passeggeri a livello locale. Quest’anno il vettore scenderà in pista al Falcone Borsellino con un’offerta di 80.000 posti aggiuntivi (+12% vs. 2018), pari a un totale di oltre 770.000 biglietti in vendita e circa 6.000 voli. Sono ben 26 il numero delle destinazioni collegate da Volotea all’aeroporto Falcone Borsellino, 20 delle quali operate in esclusiva.
 
I voli di Volotea da/per l'Aeroporto di Palermo
Aeromobile Volotea
Promozione voli Volotea
Fino al 31 Marzo 2019 Volotea promuove voli diretti per tutta l’Italia a partire da 15€. I voli in offerta sono per tutte le rotte domestiche Italiane, tariffa per tratta, tasse incluse. Per assicurarsi il prezzo più basso occorre visitare una pagina dedicata sul sito di Volotea.  I voli sono per Alghero, Ancona, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Genova, Milano Bergamo, Lamezia Terme, Lampedusa, Napoli, Olbia, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Torino, Trieste, Venezia e Verona.
 
 
 
 
A cura di Alisè Vitri
Fonte e foto: Ufficio Stampa Volotea
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